Bronzee mediocrità al servizio della Russia di Putin

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Poiché certa Donatella Di Cesare, ordinaria di filosofia teoretica in una Università romana, ha studiato a Tubinga e Heidelberg, dialogando in tedesco con Gadamer, e poi ha frequentato Derrida, leggendo in pari tempo in lingua francese Sartre e in greco antico Aristotele, pubblicando molti libri, non senza sferrare un poderoso attacco all’antisemitismo, non può certo essere tacciata, secondo il firmatario di una sua difesa d’ufficio su “Il Fatto Quotidiano” del 24 maggio u.s., di ignoranza, stupidità, incapacità logica e culturale, come invece ha osato fare Aldo Grasso dalle colonne del “Corriere della Sera”. Ma, in realtà, se si dovesse pensare che un cattedratico sia un grande cattedratico e non, per esempio, un filibustiere senza qualità intellettuali e morali, ma potrei usare anche espressioni più colorite, si dovrebbe anche riconoscere e accettare che tutto ciò che esiste (che esiste, non che è reale), anche sui diversi piani istituzionali dell’organizzazione dello Stato, per ciò stesso debba essere letto come espressione di razionalità, il che è palesemente falso. Continua a leggere

Per fare chiarezza sul “grande ed eroico patriottismo russo”

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Non c’è bisogno di Saviano, delle sue lezioni televisive, per sapere chi sia Putin e a che cosa sia dovuto il suo potere. La società russa, peraltro, è sempre stata ed è ancora, in buona parte, una società di “spostati”, di fanatici esaltati e paranoici, una società da sempre storicamente predisposta a sostenere e legittimare, per se stessa e per qualunque altra società, regimi spietatamente dispotici e sanguinari.  Ecco perché tutti quegli italiani che, poco per volta, vengono manifestando comprensione per le “ragioni” russe  ed ergendosi a paladini della pace a qualunque costo sono, in realtà, individui vili e codardi, malati di pidocchioso pur se inconfessato egoismo, di più o meno inconscia sudditanza ideologica alla vecchia e ormai anacronistica mitologia rivoluzionaria di stampo sovietico e soprattutto agli ingenti e illegali finanziamenti del governo di Putin. Costoro sono anime vuote, prive di pietà umana per i fratelli ucraini che oggi sono aggrediti e sterminati brutalmente da orde non barbariche ma sataniche, sono altresì collaborazionisti senza coscienza e senza onore dei nuovi nazisti del XXI secolo. La guerra in atto non è stata né voluta, né provocata, né dalla Nato, né dagli USA: almeno in questo caso la tesi di una Russia che avrebbe reagito a reiterate provocazioni espansionistiche del mondo occidentale è palesemente destituita di fondamento. Ma non è di questo che qui si intende trattare. Continua a leggere

Omaggio a Pavel Alexandrovič Florenskij

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Pavel Alexandrovič Florenskij, scienziato, epistemologo, filosofo, presbitero e teologo, nonché cultore delle arti figurative, vive in Russia tra la fine dell’ottocento e il primo quarantennio circa del novecento in un contesto socio-culturale segnato dalla contrapposizione tra un bigottismo religioso conservatore e reazionario e un massimalismo ateo e rivoluzionario di tipo fanatico e sanguinario. La scelta di questo grande esponente della cultura russa e del pensiero scientifico ancor più che teologico contemporaneo sarebbe stata quella di prendere le distanze assai per tempo da entrambi questi schieramenti, dal primo a causa del suo improduttivo e dannoso mutismo spirituale e dal secondo per la sua intrinseca e prevenuta carica di odio e di morte. D’altra parte, benché, in tanta diffusa desolazione, si sentisse attratto in modo quasi naturale dalla Chiesa e dalla spiritualità cristiana ortodossa che essa veniva istituzionalmente veicolando, vedeva chiaramente come l’una e l’altra, tranne rare eccezioni, non venissero per nulla onorate da preti corrotti e ignoranti la cui presunta vocazione religiosa risultava servilmente subordinata e resa funzionale a molto più concreti interessi mondani e politici. Continua a leggere

La guerra e i tragici Orsini di turno!

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C’è molta gente comune in Italia che dà del “cretino” e del “raccomandato” a quel professor Orsini che, a differenza di diversi altri intellettuali ben più qualificati e distaccati di lui, cerca di intrufolarsi nel maggior numero possibile di studi televisivi italiani. “Cretino”, perché sembra non aver ancora capito che, dinanzi a prepotenti patentati quali possono essere delinquenti comuni, mafiosi, camorristi, colletti bianchi capaci di violenza e vessazione intimidatorie o ricattatorie, e naturalmente farabutti e criminali come i Putin e i suoi sodali, uomini e popoli che abbiano ancora alto il senso della dignità e dell’onore non possono essere disposti a chinare il capo e a lasciarsi asservire senza opporre alcuna resistenza, ma reagiscono con tutto il coraggio e i mezzi di cui dispongono non solo per difendere e proteggere la propria vita e soprattutto quella dei propri cari, dei propri cittadini e connazionali, ma anche per testimoniare la loro istintiva fedeltà a ideali di giustizia, di civile convivenza internazionale e di rispetto della propria identità nazionale. “Raccomandato”, perché questo professorino, uscito dal nulla e dalla provenienza politico-culturale molto incerta e ambigua, e che ripete a pappagallo, in qualunque sede venga invitato e intervistato, tre o quattro concetti che non richiedono certo particolare studio ed appartengono ad un ben riconoscibile formulario ideologico, molto probabilmente sarà stato inserito nel mondo massmediale nazionale da uno dei tanti e mediocri potenti di turno che, in questo caso specifico, si trovino ad avere interessi politici e finanziari coincidenti con quelli sterminati dell’area russa di Putin e dei suoi ricchissimi, ingordi e cinici oligarchi. Continua a leggere

Zelensky, la guerra e gli ebrei

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L’eroico presidente ebreo dell’Ucraina, Volodymyr Zelens’kyj, comico di professione, mentre sta onorando magnificamente il mandato ricevuto dal suo popolo, con un inedito e sorprendente spirito di resistenza nei confronti dei nazisti russi del terzo millennio, in realtà, suo malgrado, riesce anche a ridicolizzare gran parte del mondo politico internazionale che assiste in modo sostanzialmente ipocrita e passivo al massacro in corso nell’est europeo. Continua a leggere

Super green pass, alcuni provvedimenti giudiziari stanno dando ragione a chi ne è sprovvisto*

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Segnali incoraggianti: la giustizia sembra ricordarsi della Costituzione e del concetto di dignità umana in essa richiamato. All’articolo 2 sono riconosciuti – non attribuiti – i diritti inviolabili dell’uomo, connessi alla sua dignità. L’articolo 3 riconosce a tutti i cittadini “pari dignità sociale”, senza distinzioni o discriminazioni. L’articolo 4 riconosce il diritto/dovere al lavoro, su cui la Repubblica è fondata (art.1). L’articolo 32, oltre a prevedere che “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, sancisce che tale legge “non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. L’articolo 36 stabilisce il diritto del lavoratore a una retribuzione “sufficiente ad assicurare a lui e alla sua famiglia una vita libera e dignitosa”. Continua a leggere

La pandemia, il conformismo politico-sanitario e i buoni samaritani

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Se un popolo accetta di buon grado di piegarsi in massa alle imposizioni governative anche su temi o questioni che investono frontalmente la sfera della libertà personale, dei diritti naturali prima e oltre che positivi o giuridici, le regole della democrazia vanno a farsi friggere e il sistema democratico poco per volta tende ad implodere. Per imporre qualcosa, le motivazioni ai governi non mancano mai: non importa se siano false o irragionevoli motivazioni, l’importante è darle, comunicarle pubblicamente. Bisogna aumentare le tasse, perché c’è una crisi economica in atto oppure perché si rende necessaria una redistribuzione fiscale della ricchezza, perché c’è un pericolo di guerra nel cuore dell’Europa o in qualche altra parte strategica del mondo oppure perché bisogna rilanciare il mondo industriale italiano o per la sopraggiunta necessità di destinare fondi cospicui al mondo della scuola e a quello sanitario. Nel caso specifico della pandemia in atto, bisogna adottare misure draconiane e limitative delle ordinarie libertà civili e personali, normalmente esercitate in una società democratica, nonostante l’avvenuta inoculazione di massa di vaccini di ultima generazione che tuttavia da soli non potrebbero produrre gli effetti sperati. Continua a leggere

La candidatura di Draghi delenda est: ricordiamo tutti cosa è successo alla Grecia?*

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Com’è noto a tutti, anche al ministro Roberto Cingolani, Catone il Censore fu l’artefice dello scoppio della terza guerra punica. Nel 157 a.C., facendo parte della delegazione mandata a Cartagine per arbitrare tra i cartaginesi e il re di Numidia, maturò la profonda convinzione che la sicurezza di Roma dipendesse dalla distruzione totale di Cartagine. Da quel momento, ogni suo intervento in Senato terminava con queste parole: Ceterum censeo Carthaginem delendam esse (“Per il resto ritengo che Cartagine debba essere distrutta.”). Continua a leggere

Vigilare sui falsi preti!

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In Italia non pochi presbiteri, non necessariamente omosessuali ma di certo ostentatamente effeminati e insopportabilmente “diversi” per la carica di narcisismo e di arroganza che li contraddistingue, sono ben poco interessati alla Parola di Dio se non per usarla strumentalmente e in funzione di scopi personali che poco o nulla hanno a che fare con lo spirito evangelico. Oggi uno di questi irresponsabili disgraziati, che pullulano sempre più numerosi in mezzo al popolo di Dio, non solo è un fautore a spada tratta di un’immigrazione indiscriminata ma contesta proprio sul piano religioso allo Stato italiano e alla stessa Chiesa la decisione di consentire ai fedeli di entrare in chiesa senza green pass. Il suo nome è don Luca Favarin, cortegiatissimo dai media che spesso lo ospitano come esempio di rara saggezza in un mondo cattolico in cui invece sarebbero ancora troppi quelli che ritengono essere la chiesa di Cristo non solo immune dal covid ma luogo e stato di salvezza da ogni male fisico e morale, tanto nella vita quanto nella morte. A questo prete non interessa minimamente che la Chiesa per alcuni cattolici abbia già sbagliato a lungo nel pretendere che misure igienico-sanitarie finissero per prevalere sulle stesse funzioni religiose, sul modo di somministrare l’eucaristia e sulle attività spirituali che dovrebbero in essa trovare il loro naturale e indisturbato svolgimento, perchè al contrario polemizza astiosamente con tutti quei cattolici inclini a ritenere che a Dio possa essere gradito, come sincera manifestazione di granitica fede, il loro rifiuto di munirsi di green pass e, in altre parole, di vaccinarsi contro il covid, per poter entrare in chiesa a pregare. Devo fare un grande sforzo per non lasciarmi trascinare dalla mia indole impulsiva a colleriche e indignate parole di intolleranza, ma è molto triste il dover constatare come la Chiesa di Cristo sia in questo momento storico alla mercè di forze irrazionali di contro alle quali non sembrano ergersi figure ecclesiali particolarmente autorevoli, nè significative voci profetiche. Qualcosa, tuttavia, si può fare affinchè almeno una piccola parte della comunità cattolica sia messa nella condizione di conoscere meglio questo ancor giovane ma già disinvolto presbitero, che non sarà affetto forse da fideismo religioso ma a cui non fa difetto invece un fideismo scientifico della peggior specie cui gran parte di umanità contemporanea sembra essere penosamente assoggettata. L’articolo che pubblicava il quotidiano “Il Giornale” circa tre anni or sono è un modo concreto per rivelare anche a una parte di pubblico cattolico la reale identità di questo infelice presbitero padovano che i vertici ecclesiastici della sua diocesi continuano misteriosamente a benedire. Continua a leggere