La lezione inglese alla demagogia globalista*

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Alla mezzanotte del 31 gennaio 2020 la Gran Bretagna ha dato ufficialmente addio all’Unione europea. Dopo un periodo di transizione durato quattro anni – dal referendum popolare britannico consultivo del 2016, con cui la popolazione britannica ha democraticamente detto il suo “no” alla UE – dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito è totalmente indipendente da Bruxelles. «Abbiamo ripreso il controllo delle nostre leggi e del nostro destino, questo è un momento straordinario per il nostro Paese, abbiamo la libertà nelle nostre mani e sta a noi sfruttarla al meglio» ha affermato il premier Boris Johnson. Continua a leggere

Come il MES strangola la sovranità dei popoli*

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Mercoledì 9 dicembre il Parlamento italiano è stato chiamato ad esprimersi sulla approvazione definitiva del Trattato UE del MES, il cosidetto meccanismo economico salva-Stati. In un quadro pericolosamente precario degli equilibri politici, economici, militari nelle relazioni internazionali a causa della grave crisi planetaria generata dalla pandemia del Covid di origine cinese, il confronto sul MES è una mina deflagrante che rischia di attentare ulteriormente ai caposaldi giuridici della sovranità politica delle nazioni d’Europa, sempre meno in grado di sviluppare una strategia internazionale come global player portatrice di valori identitari culturali condivisi antitetici alle minacce del pensiero unico liberal-globalista e dell’aggressivo progetto totalitario comunista di Pechino. Il Presidente del Consiglio Conte ha ottenuto dal Parlamento l’approvazione politica del Trattato su cui lunedì scorso hanno trovato un accordo i ministri delle Finanze europei, in modo da condurre l’Italia all’approvazione al Consiglio europeo dei Capi di Stato e di Governo del 10 e dell’11 dicembre e dimostrare all’Unione europea che il suo governo PD-Cinque Stelle rappresenti politicamente un affidabile partner europeista, progressista ed antisovranista. Il “Meccanismo Europeo di Stabilità” è un trattato che crea un’istituzione intergovernativa che avrebbe lo scopo (in verità il condizionale è d’obbligo, e vedremo perché) di aiutare i paesi dell’Eurozona, che si trovano in difficoltà economiche sia per ragioni politiche strutturali interne sia a causa degli effetti della pandemia. L’obiettivo della UE, dei Paesi appartenenti all’Eurozona – ovvero di quegli Stati della UE che sono entrati a pieno regime da anni nell’utilizzo dell’Euro quale moneta comune nelle attività economiche e finanziarie – è di giungere nel gennaio del prossimo 2021 alla sottoscrizione del nuovo trattato che lo regola, a cui dovrà seguirà la ratifica ufficiale da parte dei 19 parlamenti dell’Eurozona. Continua a leggere

Un vescovo di altri tempi! Cipriano e la peste di Cartagine.

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Vescovo di Cartagine, intorno al 250 d. C. Tascio Cecilio Cipriano  si trovò a fronteggiare una terribile epidemia di peste che avrebbe mietuto un notevole numero di vittime, ad aiutare e ad assistere spiritualmente e materialmente tutti i suoi fratelli e sorelle di fede ma anche i non cristiani e persino i persecutori dei credenti in Cristo. Quel terribile morbo pestilenziale avrebbe subito assunto agli occhi di Cipriano il significato di una prova da Dio consentita per saggiare l’integrità e la coerenza della fede dei suoi presunti seguaci cartaginesi e africani, e di una prova che in realtà avrebbe fatto emergere la pochezza di spirito, la pavidità, la viltà e la codardìa di molti di essi, per cui egli si sarebbe prodigato non solo al fine di onorare al meglio il suo compito ministeriale e di essere un degno, fedele e militante testimone di Cristo, ma anche al fine di risollevare dalla paura e dallo sconforto le anime di quanti cominciavano a disperare di non poter più sopravvivere e di dover chiudere gli occhi per sempre. Ma, egli scriveva nella sua lettera pastorale De mortalitate (Sulla morte), il Signore non aveva forse preannunciato per tempo il verificarsi di guerre, catastrofi, malattie e pestilenze? Perché dunque tanto spavento e tanta preoccupazione? Chi poteva spaventarsi realmente se non chi fosse completamente «privo di speranza e di fede»? Infatti, benché sia umano temere la morte, non si può dire veramente cristiano chi non sia disposto ad andare verso Cristo e a regnare con lui anche attraverso la morte. Non è solo vincendo questa morte terrena che si può giungere all’immortalità? Continua a leggere

Scienza e fede al tempo del Coronavirus*

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Settimane particolari, inedite, quelle che stiamo vivendo. Per quasi tutti noi un’esperienza che potrebbe avere come punto di paragone, per la globalità e le misure intraprese, solo i tempi che caratterizzarono l’ultima guerra mondiale, così come li abbiamo sentiti raccontare dai nonni, nel mio caso dai genitori. Tutto il mondo è coinvolto. Ma lo è anche tutto l’uomo, la persona intera. Ricerca scientifica, emozioni, sentimenti, rapporti, convinzioni personali. In una parola, ci poniamo domande scientifiche, ma anche domande esistenziali, che interpellano la fede di coloro che credono che la storia e il mondo siano retti da un Dio creatore. C’è un modo specifico, mi pare, in cui scienza e fede stanno entrando oggi in rapporto, nel tempo del Coronavirus. Lo noto dalle domande che molti mi hanno rivolto in questi giorni. Ma esistono anche alcune opportunità, che emergono in queste circostanze e non sarebbero emerse in momenti diversi. Continua a leggere

Nizza: nuovo monito al fiacco pontificato di Francesco

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Il giovanissimo Ibrahim Aoussaoui poco più di un mese fa era sbarcato a Lampedusa, di qui era stato portato in un centro per migranti a Bari dopo essersi sottoposto alla quarantena prevista per tutti i migranti in questo periodo di pandemia. Dopodichè, si dice ma è notizia da verificare, avrebbe ricevuto un ordine di espulsione, con l’obbligo di rimpatriare. Anche per questo giovanotto tunisino, come per i migranti tutti in modo indiscriminato, erano state spese da papa Francesco parole di solidarietà, di reiterata e apparente fraterna carità, in un momento in cui appariva chiaro che non solo i flussi migratori erano ripresi massicciamente ma che essi fossero quanto mai inopportuni e pericolosi nel quadro di insicurezza sanitaria e pubblica in cui l’Italia e l’Europa versavano in quel preciso momento. Sta di fatto che Ibrahim dall’Italia sarebbe poi giunto comodamente in Francia dove molto probabilmente, in modo diretto o indiretto, avrebbe pianificato la strage che si è consumata a Nizza con la barbara uccisione di due donne e un uomo più diversi feriti: ancora una volta in una chiesa cattolica. La Chiesa tradisce se stessa, perché senza la verità della fede che dovrebbe custodire, non sussiste alcuna forma di umanità, di carità e di pace. Continua a leggere

Il coronavirus e il nuovo dis-Ordine Mondiale*

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L’era del coronavirus vede una nuova fase della lotta cosmica tra le forze celesti e quelle infernali. Nella storia infatti, accanto alla mano di Dio, occorre vedere anche quella del demonio, che sempre si oppone ai piani divini per tentare di realizzare i suoi deformi progetti. Il Regno di Dio è quello dell’ordine, della pace, dell’armonia; quello del demonio è il regno del caos, del conflitto, della perenne rivoluzione. Dio permette, per la sua maggior gloria, che i due regni, il primo sempre vincente, il secondo sempre sconfitto, combattano fino alla fine dei tempi. Continua a leggere

Il Catechismo cattolico smentisce il papa sui profughi*

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Nonostante l’immigrazione torni a preoccupare per il Covid, Bergoglio continua a battere incessantemente sull’accoglienza. Dopo la nuova, contestatissima, litania sulla Madonna, “Maria solacium migrantium” – “sollievo dei migranti”, poche settimane fa, affermava: «È Dio che ci chiede di poter sbarcare». Siamo sicuri? Perché all’art. 2241 del Catechismo c’è scritto tutt’ altro: «Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l’ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono.  Continua a leggere

Fusaro e la dissoluzione della Chiesa cattolica*

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Sul Papa che ha rinunciato ai suoi viaggi pastorali fino a che verrà trovato il vaccino, io faccio riferimento alla storia del Cristianesimo, penso a San Francesco d’Assisi che stava in mezzo ai lebbrosi o a San Carlo Borromeo che comunica agli appestati. Ora la Chiesa di Bergoglio ha abbandonato questa sua vocazione a soffrire insieme agli ultimi e a portare assistenza spirituale e sceglie di adeguarsi al nuovo verbo terapeuticamente corretto. Questo rientra a pieno nella dissoluzione del Cristianesimo che io riscontro da tempo e che rivela come l’ateismo liquido sia ormai in seno alla Chiesa Cattolica e al Pontefice. Che anziché fare ponti tra cielo e terra è ormai tutto proiettato nell’immanente nella logica del mondo. Continua a leggere

Una mite epidemia dietro cui si intravede la mano di Dio*

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Il 2020 sarà ricordato come l’anno di una storica svolta nella vita quotidiana del mondo. E mentre appare sempre più probabile che il coronavirus sia stato prodotto dall’ingegneria genetica della Cina comunista (il libro di Joseph Tritto, Cina Covid-19. La Chimera che ha cambiato il Mondo, Cantagalli, Siena 2020, è più che convincente a questo proposito), sembra altrettanto chiara l’esistenza di una “ingegneria sociale” su larga scala, per pilotare l’opinione pubblica in una situazione forse inaspettata dalle stesse forze rivoluzionarie che pretendono di guidare i destini del mondo. Continua a leggere

Vescovi di quale Dio?

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Circa un anno fa, ancora molto lontani dall’epidemia che avrebbe colpito l’umanità, i cattolici si sentivano dire dal papa regnante che i vescovi, lungi dall’esercitare una funzione meramente amministrativa e dall’estraniarsi quindi sostanzialmente dalla vita spirituale e religiosa della Chiesa, dovevano rendersi parte integrante di essa restando concretamente o fattualmente vicini a sacerdoti e credenti o fedeli diocesani. Era l’ennesimo ed autorevole appello che un papa rivolgeva al popolo di Dio, ai vescovi perché fossero umanamente, spiritualmente, sacramentalmente e nei limiti delle proprie possibilità anche materialmente vicini a religiosi e laici, ma anche ai presbiteri perchè fossero uniti e solidali tra loro e nei confronti di diocesani e parrocchiani, specialmente i più fragili e bisognosi, e infine ai fedeli perché a loro volta fossero capaci di contraccambiare e praticare quello stesso spirito di carità in ogni ambito della loro esperienza quotidiana. Continua a leggere