Cosenza pignorata: spuntano altri milioni di debiti di Occhiuto e la situazione si aggrava*

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Pubblicato in “Iacchité” del 2 marzo 2018
Il problema dei debiti di Occhiuto non è certo, per noi, una questione morale. Quasi tutti abbiamo debiti, chi più, chi meno. Solo i miliardari non hanno debiti. Le persone che vivono del proprio onesto lavoro sì. Capita in questo sistema economico di indebitarsi. L’importante è onorare i propri debiti così come fanno milioni e milioni di italiani ogni fine mese barcamenandosi tra mutui, prestiti, cambiali e rate.

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Iacchité senza vergogna

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Di nuovo Carchidi all’attacco contro il vescovo “emerito” Nunnari, che costituisce una sua e vera propria ossessione e che continua a qualificare con espressioni volgari e pretenziose. Già, perché scrive Carchidi, “le Iene lo hanno sputtanato su scala mondiale” anche se continua a godere della complicità di “quel buffone di vescovo in carica”, rimanendo entrambi convinti che la gente non voglia vedere e “non sappia giudicare” (A. De Luca,  Nunnari torna a celebrare messa a Bisignano senza vergogna, in “Iacchitè” del 2 febbraio 2018). In realtà, un gruppo televisivo così squalificato e provocatorio come le “Iene” può tentare di “sputtanare” tanta gente, a volte colpevole a volte innocente (ma è un dettaglio poco significativo per chi è pagato proprio per creare in ogni caso lo scandalo), solo perché, secondo una tipica mentalità delinquenziale, non esitano ad esercitare violenza verso il prossimo pur di ottenere i propri inconfessabili scopi. Purtroppo anche la magistratura, in conformità ad un malinteso e frainteso principio di libertà di pensiero e di stampa, chiude completamente gli occhi su tanti episodi di inciviltà e di evidente prevaricazione dimenticando o meglio fingendo di dimenticare che tale sacrosanto principio ha il suo invalicabile limite costituzionale nel principio di libertà personale, per cui a nessuno, giornalista o non giornalista, è consentito di farmi pressione perché io risponda a domande a cui non intendo rispondere e che al contrario potrebbero meritare di essere censurate anche o proprio in sede giudiziaria. Continua a leggere

Sondaggi anonimi Elezioni Politiche 2018

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Più che un sondaggio anonimo, pure circolante in qualche sperduto angolino del web, è una scommessa, in decisa controtendenza rispetto alle previsioni, quella che qui si propone, per cui, nel caso in cui si faccia centro, essa si sarà rivelata ben più attendibile degli scientificissimi sondaggi ufficiali, mentre nel caso in cui si dovesse rivelare fallace varrà per quello che altro non poteva essere, ovvero una semplice scommessa e quindi portatrice di semplici ed errate sensazioni. In più, però, sarà divertente verificare se ai risultati reali si saranno avvicinati di più i sondaggi ufficiali oppure i dati ipotetici, qui di seguito pubblicati, di una semplice, scherzosa e innocente scommessa. Le percentuali indicate si riferiscono ai principali partiti e ai relativi risultati nella loro globalità.

Partito Democratico                 32-33% dei voti

5 Stelle                                       20-21% dei voti

Lega                                           13-14% dei voti

Forza Italia                                 12-13% dei voti

Fratelli d’Italia                             3-4%    dei voti

Liberi e Uguali                             4-5%   dei voti

Aspettiamo e vediamo.

Meglio il divisivo Renzi che il pacifico Gentiloni

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di La tulipana fiorentina

Meglio se a guidare il governo, in caso di vittoria elettorale del PD, continuasse ad essere Gentiloni e non fosse Renzi, perché il primo è meno divisivo, meno polemico, più conciliante ed equilibrato del secondo: questa è l’argomentazione di fondo, anche se talvolta non esplicitata, con cui vecchi tromboni della politica italiana come Prodi e Napolitano, che non poco male hanno recato all’economia del nostro Paese, esprimono il loro endorsement a favore di Gentiloni, che poi anche i Veltroni e un numero imprecisato di politici italiani del centrosinistra e del centrodestra nonché un discreto numero di giornalisti e imprenditori, mostrano di preferire a Renzi per quanto riguarda la Presidenza del Consiglio di un futuro e ipotetico governo guidato dal PD. Continua a leggere

I problemi della Diocesi di Cosenza

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Sembra che il vulcanico parroco della chiesa di san Nicola della città di Cosenza, don Fausto Cardamone – lo stesso che, si dice, avrebbe rilasciato ad una famigerata troupe giornalistico-televisiva un’intervista oltremodo ingiuriosa verso l’ex vescovo Salvatore Nunnari, definendolo “maiale” e facendo sfoggio di una falsa sapienza religiosa meschinamente e velenosamente rivolta verso un suo autorevole confratello per l’appunto e verso la stessa curia cosentina -, “continui ad accogliere nella concelebrazione”, nella chiesa sopra citata, quel Francesco Bisceglia ormai da tempo scomunicato a divinis e che mai in verità avrebbe dovuto essere ordinato monaco e sacerdote della Chiesa cattolica a prescindere dalle vicende giudiziarie in cui è rimasto coinvolto per circa un decennio. Continua a leggere

Iacchité, un fiume in piena contro Nunnari

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Certo, Carchidi, tutti dobbiamo morire, nessuno escluso. Esprimersi in questi termini è del tutto lecito, mentre sa di avvertimento mafioso il titolo da lei scelto: caro Nunnari, ricordati che devi morire (http://www.iacchite.com/caro-nunnari-ricordati-devimorire/).  

Anche perché, mi creda, monsignor Nunnari, che conosco senza esserne amico, sa fin troppo bene che deve morire e dovrà rispondere a Dio del suo operato di pastore del popolo a lui affidato. Spero, però, che lei ne sia altrettanto consapevole per se stesso e la sua vita personale, perché, come sa bene, il Signore non è mai stato tenero con i presuntuosi, i saccenti, i superbi di nessun genere, fossero o non fossero scribi, farisei, sacerdoti del tempio o semplici mercanti. D’altra parte, non servirà quel giorno dire a Dio: “Signore, Signore, io ti ho amato, a modo mio, ma ti ho amato perché ho combattuto per tutta la vita per la verità e la giustizia”, perché il Signore replicherà probabilmente che non bisognava amarlo a modo nostro bensí a modo suo, cioè secondo le sue leggi e il suo insegnamento evangelico, e non per le nostre ma per la sua verità e la sua giustizia che implicano la carità, la misericordia, non lo spirito di persecuzione e di vendetta. Continua a leggere

Scandali della Chiesa cosentina e ipocrisia mediatica

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Il giornalista Gabriele Carchidi, direttore del noto giornale cosentino on line “Iacchité” e ormai assurto al ruolo di intrepido, ma a volte anche irriflessivo e avventato, giustiziere informatico della vita politica giudiziaria e religiosa cosentina, affronta sempre apertamente e senza giri di parole problematiche di interesse pubblico senza dubbio scottanti e meritevoli di essere divulgate ed esaminate a mezzo stampa o via Internet. Ultimamente, Carchidi ha ritenuto di dare manforte ad alcune “croniste” del gruppo televisivo “Le iene”, che a ragione o a torto, ma con modalità sicuramente censurabili, hanno portato alla luce una torbida vicenda di sesso intercorsa diversi anni fa tra un prete di San Vincenzo La Costa e una giovane donna, certa Francesca, qui residente, allo scopo di dimostrare che il prete dopo averla messa incinta  l’avrebbe abbandonata, condannandola ad un destino di irredimibile solitudine, con la diretta e pressante complicità della Chiesa cosentina nella persona dell’allora vescovo Salvatore Nunnari. Continua a leggere

Il mondo grande, terribile e complicato

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“Il mondo è grande, terribile e complicato” (Lettera a Giulia del 18 maggio 1931), scriveva Antonio Gramsci alludendo non solo alla complessità dei processi storico-economici in atto, ai rapidi e spesso drammatici mutamenti sociali, allo scontro cruento e persistente tra contrapposti mondi ideologici e culturali, ma anche e non meno significativamente alle particolari e troppo spesso sfuggenti e indecifrabili vicende umane, alle relazioni interpersonali mai univocamente o definitivamente determinabili in senso conoscitivo e soprattutto morale, alla estrema problematicità del dover valutare, giudicare e persino condannare parole, comportamenti, fatti, azioni di singoli individui, o di specifici gruppi professionali e comunità di lavoro.

E’ verissimo anche oggi: com’è possibile fare diagnosi di qualunque genere, con una pretesa di infallibilità, in un mondo come l’odierno? Com’è possibile emettere verdetti assoluti di condanna o di assoluzione in un mondo in cui appare sempre più attuale la tesi pirandelliana di “uno, nessuno, centomila”? Com’è possibile credere senza riserve alle istituzioni in genere se esse fin troppo spesso si rivelano feroci non solo verso nemici patentati dello Stato ma anche o soprattutto verso persone e famiglie del tutto innocenti e indifese che da esso in molteplici modi e forme, vengano paradossalmente colpevolizzate e ingiustamente vessate e zittite? Com’è possibile, in una stessa famiglia, esprimere in modo assoluto, e con una perentorietà che non ammetta repliche, apprezzamento o repulsione per i suoi componenti a prescindere dalla vita intima, biopsicologica, genetica, e dalle concrete esperienze di vita di ognuno di essi? Continua a leggere

Pietro Grasso, l’ultimo populista

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Grasso per i molti? Com’è possibile, se Liberi e Uguali  è un partito di pochi individui nato nell’interesse e per l’interesse di pochi individui, come D’Alema, Bersani, Speranza,  Civati, Boldrini ecc.?

 

L’ultimo populista è un uomo delle istituzioni, non nel senso che conosca necessariamente il senso etico e politico più profondo di questo concetto e che sappia portare indefettibilmente rispetto alle istituzioni dello Stato, ma solo nel senso di aver assolto la funzione di presidente del Senato senza particolare brillantezza dopo essere stato votato dai suoi stessi compagni di partito per semplici motivi di opportunità. Perché populista? Ma perché c’è forse un’idea più populista del chiedere l’abolizione delle tasse universitarie? C’è un’idea più populista di questa a favore di un partito veterocomunista, massimalista e demagogico, come Liberi e Uguali, che, a parte per l’appunto la vasta platea di studenti universitari spesso scapestrati, fannulloni e strafottenti, sempre pronti a schierarsi per chiunque dia manforte alla loro mentalità cialtronesca e tanto disimpegnata quanto politicizzata, non ha obiettivamente molti altri spazi sociali in cui sia per esso possibile pescare un numero adeguato di suffragi elettorali? Continua a leggere

Bill Emmott e lo scenario politico italiano postelettorale

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Sulla scena politologica di questi ultimi giorni campeggiano le dichiarazioni rilasciate da Bill Emmott, l’ex direttore della  prestigiosa rivista “Economist”, a proposito dello scenario politico che potrebbe determinarsi in Italia a seguito delle ormai prossime o imminenti elezioni politiche. Anche Emmott, al pari di molti di noi, anche se con motivazioni largamente diverse da quelle di alcuni di noi, teme un successo di forze populistiche come il Movimento 5Stelle di Grillo e Di Maio e la Lega di Salvini,  e ritiene che l’unico leader capace di scongiurare la costituzione di un governo guidato da questi gruppi politici sia Silvio Berlusconi, non perché egli senta di dover modificare il giudizio negativo già nel 2001 espresso su quest’ultimo, quando appunto l’ex presidente del Consiglio veniva definito “inadeguato a guidare l’Italia”, ma semplicemente perché egli, pur essendo meno popolare di Renzi, avrebbe avuto la capacità di non crearsi  un numero così cospicuo di nemici interni ed esterni come quello procuratosi per sua stessa imperizia dal leader fiorentino, e quindi oggi potrebbe essere proprio lui “determinante per formare una coalizione centrista in grado di impedire a M5S e/o Lega di essere forza trainante nella formazione del nuovo governo”. Continua a leggere