Il cristiano tra sessualità e santità

Citazione

Un tema molto delicato ma mai esaurientemente affrontato e approfondito è quello che si riferisce al modo in cui si pone il cristiano in rapporto alla duplice e solo in apparenza antinomica polarità della sessualità e della santità. È un nodo teorico, teologico e storico che è stato troppo spesso risolto per scorciatoie: o attraverso una visione manichea e pauperista della corporeità (che ha marchiato la sessualità con il cono d’ombra del sospetto o del “male necessario”), oppure attraverso un’assimilazione acritica alle mode secolari, che riduce la sessualità a mera funzione fisiologica o ricreativa, svuotandola della sua portata ontologica e sacramentale. Impostare il tema del «cristiano tra sessualità e santità» in modo rigoroso, non convenzionale e soprattutto aderente alla radicalità evangelica richiede di superare questa falsa alternativa, mostrando come la santità non sia la negazione del corpo e dell’eros, ma la loro trasfigurazione.

Una riflessione al riguardo poggia su quattro nodi speculativi e teologici costitutivi: 1. La ferita originaria: il dualismo platonico-manicheo contro la carne del Logos. Il primo passo deve essere di natura critico-storica. Bisogna smascherare l’equivoco che ha condizionato secoli di prassi e di pastorale: la sovrapposizione tra la morale cristiana e il dualismo orfico-platonico (il corpo come “prigione” dell’anima) o il rigore giansenista. Il Dio incarnato segna una svolta nella storia dell’umanità: il cristianesimo è la religione più scandalosamente “materialista” della storia: «Et Verbum caro factum est». Il Logos non si è rivestito di un’idea, ma di carne, di nervi, di affetti. La sessualità si colloca non contro l’ordine della Creazione ma in esso: La differenziazione sessuale («maschio e femmina li creò») precede il peccato originale; appartiene al giudizio di bontà radicale espresso dal Creatore («ed era cosa molto buona»). La santità non è dunque il superamento della corporeità, ma il riscatto della sua dignità originaria; 2. Dall’Eros all’Agape: l’integrazione o la scissione? Un punto nodale — ben analizzato da teologi come Guardini e prima ancora riscoperto da Benedetto XVI nell’enciclica Deus caritas est — è la relazione tra eros (l’amore ascensionale, la passione, il desiderio) e agape (l’amore di dono, la carità oblativa). Il rifiuto aprioristico dell’Eros è una trappola gravida di conseguenze: se la santità viene intesa come la pura soppressione dell’Eros in favore di una sterile legge morale, il risultato non è la santità, ma la frustrazione, il risentimento e la nevrosi. L’Eros purificato e redento: l’Eros senza Agape scivola nell’idolatria e nel possesso dell’altro (ridotto a “oggetto”); l’Agape senza Eros rischia di diventare un dovere astratto e freddo. La santità è l’integrazione armoniosa in cui l’Eros non viene spento, ma orientato verso la sua pienezza: il dono sincero di sé. Continua a leggere→

Sartre e il problema di Dio

Citazione

Jean Paul Sartre

Stamani, mi sono alzato con un pensiero nella testa. E’ proprio vero che quello di Dio sia il più grande e inestricabile problema della cultura e dell’umanità? Un caro amico che abita dentro me mi ha detto che questo pensiero ha il peso e la nobiltà delle grandi questioni che accompagnano l’uomo fin da quando ha alzato per la prima volta lo sguardo al cielo. E’ esattamente così: il pensiero di Dio è il più grande e inestricabile perché è l’unico che non lascia nulla al di fuori di sé. È l’enigma supremo perché non è un “oggetto” tra gli altri che la mente umana può misurare, catalogare o risolvere una volta per tutte. È, al contrario, l’Orizzonte stesso che rende possibile ogni pensare, ogni giudicare, ogni amare.

Nella nostra storia occidentale e universale, il pensiero di Dio si rivela “inestricabile” per almeno tre motivi fondamentali: 1. è la radice della nostra grammatica umana: persino quando la cultura contemporanea tenta di “decapitare” o rimuovere Dio, finisce inevitabilmente per usare concetti — la dignità inviolabile dell’uomo, dell’uguaglianza, della giustizia, della speranza — che sono nati e si sono impregnati di quel Logos; Dio è inestricabile perché è dentro la lingua e nelle categorie stesse con cui tentiamo di negarlo o di dimenticarlo; 2. è il punto di incontro tra abisso e luce: per la ragione è un paradosso vertiginoso (l’Infinito che si fa finito, l’Eterno che entra nella storia), ma per il cuore è l’unica dimora capace di saziare quell’inquietudine costitutiva di cui parlava sant’Agostino («Inquietum est cor nostrum donec requiescat in te»). È l’unico pensiero che non ci impoverisce, ma che amplia la nostra misura umana; 3. è la garanzia che la realtà non è un cieco non-senso: senza quel fondamento, la storia rischia di ridursi a un rumore insignificante, a un caso o a una parentesi tra due nulla. Il pensiero di Dio sostiene la fiducia che la verità esiste, che la giustizia non è un’illusione formale e che l’altro non è un estraneo, ma un fratello. Continua a leggere→

Il senso evangelico del perdonare e del chiedere perdono

Citazione

Evangelicamente, chi è completamente nel torto sia verso gli esseri umani sia verso Dio viene caratterizzato principalmente come ipocrita, servo malvagio o operatore di iniquità, e va incontro a un giudizio di severa condanna e separazione da Dio. Nei Vangeli, il rapporto con il prossimo è indissolubilmente legato a quello con Dio: fare del male all’uomo equivale a offendere il Creatore. Questa figura viene caratterizzata e giudicata nei testi evangelici come quella di chi mostra una parvenza di religiosità o giustizia davanti a Dio, ma opprime, inganna o danneggia deliberatamente gli altri esseri umani (si pensi alla dura condanna di Gesù verso i farisei in Matteo 23). Servo spietato e malvagio viene definito colui che invoca e ottiene la misericordia divina ma nega misericordia ai suoi simili (Matteo 18). Costui è, innanzitutto, un cieco spirituale: chi non si rende conto che il peccato contro l’essere umano spezza automaticamente la comunione con Dio, illudendosi di essere nel giusto. Continua a leggere→

La sessualità femminile tra storia e fede

Citazione

Per un cattolico, l’ordine morale e la dignità umana non sono il prodotto di un’epoca storica o di un assetto economico, come pensava Marx solo in parte giustamente, ma sono radicati in una verità metafisica oggettiva e trascendente, o meglio nella fede in un ordine non transitorio ma eterno di valori. Questa prospettiva cristiana resta “felicemente inattuale”: non ha bisogno di rincorrere il zeitgeist (lo spirito del tempo) né dipende dalle fluttuazioni dei mercati o dalle condizioni delle masse lavoratrici. La natura umana e il suo destino spirituale rimangono identici, sia sotto il capitalismo esasperato che in un ipotetico sistema post-capitalista. Questo chiarisce perfettamente il significato profondo di “recidiva esistenziale nel mantenimento di condotte immorali” da parte del genere femminile nel quadro della nostra epoca. Non si tratta, evidentemente, di generalizzare, ma di cogliere degli indicatori di comportamento all’interno del o dei comportamenti femminili di massa. Continua a leggere→

Amore evangelico non come autoannientamento ma come legittima difesa.

Citazione

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio» Lc 6, 27-38.

Questo è il vangelo di oggi. Ho sempre pensato e penso che, dietro la carica provocatoria e i paradossi dell’insegnamento di Gesù, ci fosse e ci sia una profonda radice di razionalità. Da questo brano sembrerebbe che chi, per esempio, vita natural durante, sia imbrogliato, irriso, emarginato, vituperato, defraudato, mortificato, pur disponendo di eccellenti qualità umane, intellettuali e morali, abbia tuttavia l’obbligo evangelico di far quasi finta di niente, continuando a mettersi al servizio, in tutte le forme e i modi possibili e immaginabili, dei suoi avversari, nemici, aguzzini, sfruttatori, calunniatori, persecutori, senza mai lamentarsi ma anzi moltiplicando gli sforzi di disponibilità spirituale principalmente verso coloro da cui è continuamente osteggiato. Sembrerebbe che costui non possa neppure permettersi il comprensibile rifiuto di porgere il saluto a quanti lo abbiano sempre disprezzato e trattato come una nullità. Continua a leggere→

La lezione tedesca

Citazione

Sahra Wagenknecht

In seguito alle storiche elezioni regionali nel Land tedesco della Sassonia-Anhalt del 6 settembre 2026, l’ipotesi di un dialogo o di un’intesa tra l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) e una formazione della sinistra estrema è effettivamente possibile. Il partito in questione è l’Alleanza di Sahra Wagenknecht (BSW), una forza che unisce politiche economiche di sinistra a posizioni conservatrici su immigrazione e geopolitica. I partiti tradizionali tedeschi mantengono storicamente un cordone sanitario (chiamato “Brandmauer”, ovvero muro tagliafuoco) per escludere l’estrema destra da qualsiasi governo, ma il BSW della signora Wagenknecht ha criticato questa totale chiusura, mostrandosi aperto a colloqui con l’AfD. Continua a leggere→

I 2 Fiumi di Cosenza: tra criminalità e immoralità

Citazione

Chi si diverte a cliccare sugli articoli di questo blog solo per passare il tempo, può astenersi dal farlo, se non vuole apparire fastidioso, e può concentrarsi su cose per lui o lei meno impegnative e più divertenti. Non è certo per avere più clic che io ho creato questo spazio culturale. Mi sembra evidente. F.sco di Maria

  Scorcio dei 2 Fiumi di Cosenza 

Aggressioni, rapine, estorsioni, prostituzione: i 2 Fiumi di Cosenza sono uno dei luoghi più ricercati dell’illegalità e del crimine della città bruzia. Solo negli ultimi 5 mesi vi si sono verificati numerosi e incresciosi episodi di delinquenza diversificata e sfruttamento della prostituzione. Ma, come è noto, non sempre tutto quello che viene alla luce con l’intervento delle forze dell’ordine esaurisce necessariamente il campionario di tutte le attività delinquenziali o delittuose, illegali  o manifestamente immorali, che gravitano su quella zona non particolarmente appartata della nostra città e distante meno di 200 metri dalla Caserma dei carabinieri. Non sono, infatti, poche le persone, uomini e donne, che si danno appuntamento ai 2 Fiumi, negli orari più disparati della giornata o della settimana. E, forse, sarebbe il caso di monitorarli più attentamente, magari con l’ausilio di qualche minitelecamera e microspia sapientemente collocati in punti non completamente visibili tra il Centro Commerciale e le propaggini stradali verso via Popilia o via XXIV Maggio, oppure in alcuni stabili condominiali ubicati in tali zone e presso cui lavorano o cercano lavoro diverse badanti, per cercare di capire se i fenomeni di cui sopra siano occasionali o sporadici come potrebbe sembrare o se invece essi non siano manifestazione di una realtà criminale e immorale molto più ampia e radicata nel tessuto cittadino. E’ solo un suggerimento, ma le grandi scoperte non si improvvisano perchè vanno faticosamente preparate.

                                                                                                Pippo Lo Canto