Rachel Bespaloff è una figura affascinante perché, pur essendo rimasta a lungo ai margini del canone filosofico del novecento, rappresenta una delle voci più originali dell’esistenzialismo europeo prima ancora che esso assumesse la forma celebre di Sartre e Camus. Nata nel 1895 in una famiglia ebraica di origine ucraina e formatasi tra Ginevra e Parigi, fu tra le prime pensatrici francesi a confrontarsi seriamente con Heidegger, KierKegaard e Šestov.
Rachel Bespaloff
La prima chiave per comprendere Bespaloff non è una teoria, ma una condizione esistenziale: l’esilio. Figlia di una colta famiglia ebraico-ucraina, cresce in un ambiente attraversato da migrazioni, inquietudini politiche e ricerca culturale. Prima musicista e ballerina che filosofa, si forma nel mondo dell’arte e del ritmo, esperienza che influenzerà profondamente il suo stile di pensiero. A Parigi incontra l’ambiente degli emigrati russi e soprattutto Lev Šestov, che lei stessa considererà la figura decisiva del suo “risveglio filosofico”. Ma Bespaloff non sarà mai una semplice allieva. Ammira Šestov, ne assimila il gusto per la rivolta contro i sistemi filosofici, ma mantiene sempre una forte indipendenza critica. Continua a leggere