Differenza politica e giuridica tra la magistratura come ordine dello Stato e la magistratura come potere dello Stato
1. Introduzione: l’equivoco terminologico e la sostanza costituzionale
La questione se la Magistratura costituisca un “potere” o un “ordine” dello Stato è una delle dispute più sottili e profonde del diritto costituzionale italiano, una vexata quaestio che affonda le sue radici direttamente nei lavori della Costituente e nella struttura stessa della nostra democrazia. Il dibattito contemporaneo intorno alla natura profonda e alla collocazione istituzionale della magistratura rappresenta, al contempo, un classico nodo teorico del diritto pubblico e una faglia critica della prassi politica democratica. Spesso, la riflessione giuspubblicistica e il discorso pubblico si incagliano in un equivoco semantico non privo di conseguenze: nel linguaggio comune, mediatico e persino nella saggistica politologica, si adopera con disinvoltura l’espressione “potere giudiziario”, mutuata acriticamente dalla tradizione del costituzionalismo liberale sette-ottocentesco. Per contro, il testo della Costituzione repubblicana italiana del 1948, all’articolo 104, primo comma, scolpisce una formula solenne, frutto di una ponderazione minuziosa in sede di Assemblea Costituente: «La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere». Continua a leggere

