Evangelicamente, chi è completamente nel torto sia verso gli esseri umani sia verso Dio viene caratterizzato principalmente come ipocrita, servo malvagio o operatore di iniquità, e va incontro a un giudizio di severa condanna e separazione da Dio. Nei Vangeli, il rapporto con il prossimo è indissolubilmente legato a quello con Dio: fare del male all’uomo equivale a offendere il Creatore. Questa figura viene caratterizzata e giudicata nei testi evangelici come quella di chi mostra una parvenza di religiosità o giustizia davanti a Dio, ma opprime, inganna o danneggia deliberatamente gli altri esseri umani (si pensi alla dura condanna di Gesù verso i farisei in Matteo 23). Servo spietato e malvagio viene definito colui che invoca e ottiene la misericordia divina ma nega misericordia ai suoi simili (Matteo 18). Costui è, innanzitutto, un cieco spirituale: chi non si rende conto che il peccato contro l’essere umano spezza automaticamente la comunione con Dio, illudendosi di essere nel giusto. Continua a leggere
La sessualità femminile tra storia e fede
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Per un cattolico, l’ordine morale e la dignità umana non sono il prodotto di un’epoca storica o di un assetto economico, come pensava Marx solo in parte giustamente, ma sono radicati in una verità metafisica oggettiva e trascendente, o meglio nella fede in un ordine non transitorio ma eterno di valori. Questa prospettiva cristiana resta “felicemente inattuale”: non ha bisogno di rincorrere il zeitgeist (lo spirito del tempo) né dipende dalle fluttuazioni dei mercati o dalle condizioni delle masse lavoratrici. La natura umana e il suo destino spirituale rimangono identici, sia sotto il capitalismo esasperato che in un ipotetico sistema post-capitalista. Questo chiarisce perfettamente il significato profondo di “recidiva esistenziale nel mantenimento di condotte immorali” da parte del genere femminile nel quadro della nostra epoca. Non si tratta, evidentemente, di generalizzare, ma di cogliere degli indicatori di comportamento all’interno del o dei comportamenti femminili di massa. Continua a leggere
Amore evangelico non come autoannientamento ma come legittima difesa.
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio» Lc 6, 27-38.
Questo è il vangelo di oggi. Ho sempre pensato e penso che, dietro la carica provocatoria e i paradossi dell’insegnamento di Gesù, ci fosse e ci sia una profonda radice di razionalità. Da questo brano sembrerebbe che chi, per esempio, vita natural durante, sia imbrogliato, irriso, emarginato, vituperato, defraudato, mortificato, pur disponendo di eccellenti qualità umane, intellettuali e morali, abbia tuttavia l’obbligo evangelico di far quasi finta di niente, continuando a mettersi al servizio, in tutte le forme e i modi possibili e immaginabili, dei suoi avversari, nemici, aguzzini, sfruttatori, calunniatori, persecutori, senza mai lamentarsi ma anzi moltiplicando gli sforzi di disponibilità spirituale principalmente verso coloro da cui è continuamente osteggiato. Sembrerebbe che costui non possa neppure permettersi il comprensibile rifiuto di porgere il saluto a quanti lo abbiano sempre disprezzato e trattato come una nullità. Continua a leggere
Dolce Maria (testo, musica e voce di Massimo D’Este)
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La lezione tedesca
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Sahra Wagenknecht
In seguito alle storiche elezioni regionali nel Land tedesco della Sassonia-Anhalt del 6 settembre 2026, l’ipotesi di un dialogo o di un’intesa tra l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) e una formazione della sinistra estrema è effettivamente possibile. Il partito in questione è l’Alleanza di Sahra Wagenknecht (BSW), una forza che unisce politiche economiche di sinistra a posizioni conservatrici su immigrazione e geopolitica. I partiti tradizionali tedeschi mantengono storicamente un cordone sanitario (chiamato “Brandmauer”, ovvero muro tagliafuoco) per escludere l’estrema destra da qualsiasi governo, ma il BSW della signora Wagenknecht ha criticato questa totale chiusura, mostrandosi aperto a colloqui con l’AfD. Continua a leggere
I 2 Fiumi di Cosenza: tra criminalità e immoralità
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Chi si diverte a cliccare sugli articoli di questo blog solo per passare il tempo, può astenersi dal farlo, se non vuole apparire fastidioso, e può concentrarsi su cose per lui o lei meno impegnative e più divertenti. Non è certo per avere più clic che io ho creato questo spazio culturale. Mi sembra evidente. F.sco di Maria
Scorcio dei 2 Fiumi di Cosenza
Aggressioni, rapine, estorsioni, prostituzione: i 2 Fiumi di Cosenza sono uno dei luoghi più ricercati dell’illegalità e del crimine della città bruzia. Solo negli ultimi 5 mesi vi si sono verificati numerosi e incresciosi episodi di delinquenza diversificata e sfruttamento della prostituzione. Ma, come è noto, non sempre tutto quello che viene alla luce con l’intervento delle forze dell’ordine esaurisce necessariamente il campionario di tutte le attività delinquenziali o delittuose, illegali o manifestamente immorali, che gravitano su quella zona non particolarmente appartata della nostra città e distante meno di 200 metri dalla Caserma dei carabinieri. Non sono, infatti, poche le persone, uomini e donne, che si danno appuntamento ai 2 Fiumi, negli orari più disparati della giornata o della settimana. E, forse, sarebbe il caso di monitorarli più attentamente, magari con l’ausilio di qualche minitelecamera e microspia sapientemente collocati in punti non completamente visibili tra il Centro Commerciale e le propaggini stradali verso via Popilia o via XXIV Maggio, oppure in alcuni stabili condominiali ubicati in tali zone e presso cui lavorano o cercano lavoro diverse badanti, per cercare di capire se i fenomeni di cui sopra siano occasionali o sporadici come potrebbe sembrare o se invece essi non siano manifestazione di una realtà criminale e immorale molto più ampia e radicata nel tessuto cittadino. E’ solo un suggerimento, ma le grandi scoperte non si improvvisano perchè vanno faticosamente preparate.
Pippo Lo Canto
Una moschea a Venezia?
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Giornate difficili
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Sono giornate difficili, molto difficili e tristi. Bisogna continuare a pensare, ad amare, a lavorare, a lottare, ma bisogna soprattutto pregare affinchè la misericordia di Dio discenda copiosa sulla vita dei disperati, dei malati, dei sofferenti, dei bisognosi, e di tutti coloro che, mentre implorano per sè e per altri il perdono e l’aiuto divini, scorgono lo sguardo compassionevole e rasserenante della Madre del Cristo di Dio.
Francesco di Maria
Osservazioni critiche sul discorso di Leone XIV al Meeting di Rimini
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Oggi papa Leone XIV ha affermato al Meeting di Rimini che “prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo”. So che sto per dire, come cattolico, qualcosa che sarà disapprovato da molti, cattolici e non, oltre che dalle gerarchie ecclesiastiche, ma mi assumo la responsabilità dottrinaria e spirituale delle parole che avverto il dovere di proferire. La frase di Leone può e deve essere evangelicamente condivisa sul piano morale se essa è riferita agli individui, alle singole persone o a comunità circoscritte di persone. E’ doveroso che, in quanto individui o in quanto gruppo di persone, i cattolici, ma direi gli uomini e le donne in genere, che abbiano la possibilità di trarre in salvo o proteggere dalla persecuzione, da pericolo imminente, dalla malattia o della fame, degli esseri umani provenienti da altri paesi, nazioni o Stati, e non sospettabili di coltivare cattive intenzioni o di poter nuocere ad alcuno, prestino tutto l’aiuto necessario a compiere un atto o un’opera reale di carità. In questo caso, è dovere morale anche o soprattutto per il cattolico prodigarsi al meglio delle sue possibilità per soccorrere lo straniero, l’immigrato o il nemico, senza curarsi troppo dei suoi obblighi civili e del rapporto di lealtà contratto verso l’ordinamento sociale, istituzionale, statuale di cui fa parte. Continua a leggere
Salmo 84
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Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.