Voi che aveste in odio
il sangue dell’Unto
e ostentaste fanatica certezza
di impunità divina,
voi che invocaste
con sacrilega spavalderia
persino il ricader sui figli vostri
di quel redentivo plasma,
perché continuate ad essere
popolo di dura cervice
che mai all’Eterno volle prestare
riconoscente obbedienza?
Avete patito interminabili esodi storici,
portando sulla fronte la macchia di Caino,
andando alla fine incontro al genocida affronto
di un empio e crudele popolo pagano.
Poi, senza convertirvi all’evangelico
e giusto spirito di pace,
né alla nuova e purissima Israele,
per pietà delle nazioni siete ritornati
nella multietnica terra dei padri
e di popoli alla vostra fede estranei,
con atavica improntitudine assoggettando
uno spazio polifonico di voci, canti,
e danze di vita libera e sovrana.
Siete tornati ad infrangere
non solo l’amore del Messia
ma la legge stessa della schiatta giudaica,
la sacra Torah e i suoi sapienti contrappesi.
Avete infranto ancora la volontà di Dio
facendo strame, con vessatorio ingegno,
di povera e semplice gente, di tante vite innocenti
che delle vostre disgrazie non risponderanno
con un decreto di morte eterna:
quello che a intere generazioni
e a smisurate torme di creature degne
vorreste infliggere senza misura
sul tormentato suolo di Palestina,
terra del mondo ma terra di Dio.
Francesco di Maria