Come tutti sanno, i cosiddetti dissidenti del Movimento 5 Stelle sono considerati dal loro gruppo dirigente solo individui corrotti e opportunisti che, dopo essersi fatti eleggere nelle liste del partito pentastellato, cambiano casacca solo perché assetati di soldi, potere e poltrone, come scrive sul suo sito certo Manlio Di Stefano, deputato grillino, che anche in questi giorni ribadisce il suo giudizio a causa del voto favorevole determinante che un fuoruscito come Luis Alberto Orellana ha dato sul rinvio governativo del pareggio di bilancio rendendone possibile l’approvazione.
I grillini parlamentari tutti d’un pezzo, con in testa Di Stefano e l’altro facinoroso Alessandro Battista, lo hanno gratificato con i consueti e graziosi epiteti di opportunista, traditore, venduto a Renzi, anche se il povero Orellana ha cercato di giustificare la sua decisione progovernativa col dire che lo spostamento del pareggio di bilancio al 2017 consentirà allo Stato di intervenire più utilmente e massicciamente sull’economia reale, attraverso la reiterazione degli 80 euri in busta paga, l’assunzione di personale docente nelle scuole, l’abbassamento dell’Irap e quant’altro, tutte cose che non possono che aiutare a realizzare una politica economica espansiva contro il regime ancora in gran parte burocratico e repressivo di Bruxelles. Continua a leggere



pensata e costruita non già in funzione degli specifici interessi nazionali di ogni Paese membro e di tutti i Paesi in egual misura ma in funzione di precise oligarchie finanziarie e di un certo numero di Stati europei che più di altri si trovavano e si trovano a ruotare intorno a quelle oligarchie. 


