Mogherini, vittoria renziana ed aspettative ebraiche

di Walter Tortello

Vi ricordate: sulla proposta di candidare Federica Mogherini al Ministero europeo degli Esteri Matteo Renzi aveva fatto la figura del grullo, perché, cosí dicevano e scrivevano autorevoli fonti politiche e giornalistiche italiane e straniere circa uno o due mesi fa, la sua proposta era stata snobbata da un ampio fronte di Stati europei, soprattutto dell’est, con l’aggiuntiva e pesante posizione contraria della cancelliera Merkel che imputava alla Mogherini una certa inesperienza politica e diplomatica in campo internazionale. Cocciuto più che mai, Renzi è andato avanti come se critiche e polemiche, giuntegli da destra e da sinistra, non lo riguardassero, e oggi l’universo mondo viene a sapere che, chissà come avrà fatto, Renzi ha ottenuto esattamente quello che voleva: Mogherini ministro degli esteri d’Europa!BELGIUM-EU-SUMMIT

Naturalmente adesso, un po’ scornati da tanta baldanzosa abilità, soprattutto a destra dicono che sarebbe stato molto meglio ottenere una nomina in posti più importanti per l’Italia, come il ministero del commercio o dell’immigrazione, ma la verità è che Renzi ha vinto alla grande una partita importante e che solo la concreta e futura opera di Mogherini in qualità di delegato europeo per la politica estera ci farà capire se siano o non siano importanti il ruolo e il ministero che le sono stati affidati.Semmai, c’è da storcere le labbra per il fatto che negli ambienti politici nazionali ed europei la tendenza generale sia quella di ritenere più o meno importante questa o quella poltrona a seconda che ad occuparla sia questo o quell’esponente di questo o quello Stato, perché ciò conferma l’esistenza di linee diverse o contrapposte ai massimi vertici dell’Unione Europea e di conseguenza la fragilità e la precarietà di una visione politica fondata su interessi pur sempre contrastanti o eterogenei.

Ma, sino a quando resta in piedi questa UE e questa moneta unica, non c’è dubbio che operazioni come quella ora portata felicemente a compimento da Renzi non possono che accrescere il prestigio internazionale dell’Italia. Poi ci sono anche prese di posizioni critiche ma, per cosí dire, “amiche a tempo determinato”, come quelle per esempio espresse di recente su taluni siti, noti a detta di alcuni per essere, ancorché utili organi di informazione, importanti megafoni di potenti logge ebraiche.

In uno di questi siti, per esempio, il 24 giugno scorso un certo Sharon Levi apriva il suo articolo cosí: «Su questo sito web si è (più o meno) sempre difeso e sostenuto il Governo di Matteo Renzi anche se ultimamente abbiamo visto cose che non ci sono piaciute (ne parleremo a tempo debito nella sezione di politica italiana). Ma la spinta a mettere Federica Mogherini al posto di Catherine Ashton proprio non ci va giù e non possiamo tacere di fronte alle incredibili affermazioni dell’attuale Ministro degli Esteri italiano, affermazioni che ci fanno ritenere che la assurda politica filo-terrorista portata avanti dalla Ashton trovi nella Mogherini la sua naturale continuazione» (Un orrore la Mogherini al posto della Ashton. Ecco perché, in “Rights Reporter”).

Mogherini sarebbe infatti colpevole di non simpatizzare molto per le politiche israeliane di colonizzazione ed espansione a danno dei palestinesi e di aver già chiesto, come ministro italiano degli esteri, «un Medio Oriente privo di armi di distruzione di massa, causa nobile se non nascondesse il furbesco tentativo di togliere a Israele quella deterrenza nucleare che ha tenuto in vita lo Stato Ebraico fino ad oggi o, nella migliore delle ipotesi, non nascondesse il furbesco tentativo di giustificare un eventuale programma nucleare militare iraniano “per compensazione ed equilibrio”». Hai capito l’ebreo che si incazza perché la Mogherini chiede quello che qualunque essere umano dotato di buon senso chiederebbe!, ovvero: se vogliamo davvero la pace nel e per il Medio Oriente, facciamo in modo che ci sia un disarmo graduale e controllato bilaterale o multilaterale almeno da parte dei Paesi che fanno parte dell’area, a cominciare da Israele e dall’Iran.

Ma neanche per sogno, grida tanta stampa ebraica e con essa la stragrande maggioranza del popolo israeliano! Piuttosto, si leggeva nell’articolo del 24 giugno, è da censurare Matteo Renzi che, sebbene in apparenza amico degli ebrei e sebbene «tempo fa» criticasse «apertamente la fallimentare politica estera di Catherine Ashton…, adesso la vuole sostituire con la Mogherini, cioè con una persona che, per dirla alla Grillo, va oltre la Ashton. Ci spiace, ma davvero non ci siamo, davvero non potremmo cadere più in basso. E noi che pensavamo che il livello più basso lo avevamo toccato con la baronessa inglese». Fortunatamente, Renzi, pur vicino ad influenti ambienti finanziari ebraici,  non ha tenuto conto sinora di queste false e menzognere preoccupazioni di parte ebraico-israeliana ed è andato dritto per la sua strada.

I suoi amici ebrei allora, senza demordere, oggi preferiscono adottare una linea più morbida. Infatti, due giorni fa, dopo aver saputo della nomina conferita alla signora Mogherini, a firma di una non meglio precisata Bianca B., hanno pubblicato un articolo intitolato “Mogherini: le auguriamo buon lavoro, ma si mettano le cose in chiaro”. In esso si legge quanto segue: «Ci fa piacere finalmente esserci sbarazzati della dannosa, faziosa e interessata Catherine Ashton, tuttavia sulla nomina della Mogherini abbiamo qualche riserva che solo lei può dipanare». Le riserve sono le seguenti: come mai in una foto è ritratta insieme ad Arafat? Come mai, anche recentemente come ministro italiano degli esteri, ha legittimato il gruppo “terrorista” di Hamas?image

Si può pensare ad un peccato di gioventù e ad un peccato di inesperienza, ma adesso è necessario chiarire una volta per tutte quali saranno «le linee guida della politica estera europea»; la Mogherini dovrà dire «con chiarezza che Hamas è considerato un gruppo terrorista e come tale deve essere trattato. Si faccia chiarezza sulle linee europee in merito al nucleare iraniano, forse la minaccia più grande che il mondo si trova ad affrontare, più grave di quella rappresentata dall’ISIS. Si metta un freno agli aiuti indiscriminati alla Palestina, aiuti che spesso finiscono nei conti correnti dei leader palestinesi o, nella peggiore delle ipotesi, ad alimentare il terrorismo. Si metta fine all’enorme business umanitario che sta dietro alla questione palestinese e si pretenda dai palestinesi che facciano quelle cose per cui vengono profumatamente pagati. Insomma, se è vero che le crisi in Medio Oriente sono per l’Europa fonte di estrema preoccupazione, si prenda una linea chiara dove i terroristi sono terroristi e le democrazie sono democrazie, dove i corrotti sono corrotti e le persone oneste sono persone oneste, dove le leggi internazionali hanno un senso non solo per una parte ma per tutte le parti».

E, per finire: «e allora buon lavoro ministro Mogherini, le perdoniamo tutti i suoi peccati di gioventù e di inesperienza, ma adesso prenda subito le distanze dalla distruttiva politica di chi l’ha preceduta. Adesso pretendiamo chiarezza, dinamismo e soprattutto che l’Europa inizi a privilegiare le democrazie ai terroristi. A dirle il vero non abbiamo molta fiducia che ciò avvenga, spetta a lei Ministro Mogherini riuscire a smentirci». Che dire! 300x01404930320335Mogherini-PutinSperiamo che Mogherini non smentisca queste perplessità e questi atroci dubbi, altrimenti vorrebbe dire che l’Europa, al pari degli USA, è già totalmente alle dipendenze dei criminali sionisti dello Stato d’Israele e dei loro molti complici occidentali. Semmai, è sperabile che sappia mediare intelligentemente tra Russia e Ucraina e sappia costringere l’India, dove sono ancora ingiustamente detenuti i nostri due marò, a venire a più miti consigli.

Walter Tortello

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