di Angelo Perfetti
(pubblicato in “In Terris” il 6 luglio 2015)
Quando in Italia non si vuol far capire bene cosa stia passando a livello parlamentare sotto il naso dei cittadini, si usa una tecnica consolidata: approvare il testo in piena estate e dargli una connotazione anglofona. Dal dopoguerra a oggi, infatti, non siamo stati capaci come popolo di imparare diffusamente l’inglese, e ogni cosa che suoni vagamente americana assume un aspetto meno preoccupante all’orecchio. Ecco dunque arrivare nelle more di un’estate afosa l’approvazione del bail-in, che da come suona il nome potrebbe persino sembrare un gioco da spiaggia; invece è il processo di salvataggio di una banca utilizzando le risorse interne prima di possibili aiuti esterni (bailletteralmente significa cauzione). Continua a leggere








