“Imbarazzante”, “impopolare”: la stampa estera su Ignazio Marino Titolo Posted on 30 ottobre 2015 by admin

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Fine di una farsa, potrebbe anche intitolarsi questo articolo pubblicato dalla Redazione di “Giornalettismo” in data odierna, anche se la farsa, contrariamente a quanto molte forze politiche tentano di far credere per interessato calcolo politico, in questo caso non è quella di un partito, il PD, o del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ma quella di un uomo, di un famoso chirurgo, che per mezzo della politica e nel PD pensava di fare i suoi comodi, pur privo di competenze amministrative adeguate e di reale sensibilità politica, a colpi di paranoica autocelebrazione e di meschina ambizione personale.images

images«Impopolare» («Unpopular») per Financial Times, Afp e Reuters. «Imbarazzante» («Embarrassing») per il Wall Street Journal. Anche la stampa estera in queste ore racconta con parole amare l’esperienza amministrativa del sindaco di Roma Ignazio Marino, che ha ritirato le dimissioni dalla carica di primo cittadino ma è oramai sfiduciato dal suo partito.

FINE DELLA CORSA: SCENDERE PREGO!

I giornali stranieri, ripercorrendo l’odissea del chirurgo Dem in Campidoglio, parlano di una cittadinanza insoddisfatta, di un livello di consenso crollato, e delle possibilità di successo in caso di elezioni anticipate dell’«anti-establishment» Movimento 5 Stelle. Continua a leggere

Laura Boldrini invita l’imam che elogia i kamikaze e teorizza le giuste percosse alle mogli

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Nella sua Lectio Magistralis il musulmano spiega anche come dare le giuste percosse alle moglie secondo il vero islamimages

di Francesco Borgonovo

(pubblicato in “Libero” del 16 ottobre 2015)

Stai a vedere che su Laura Boldrini ci siamo clamorosamente sbagliati. Pensavamo che la presidente della Camera assecondasse tutti i più triti e ottusi luoghi comuni della sinistra fuori dal mondo. Invece gli ottusi eravamo noi. Adesso abbiamo capito: Laura Boldrini lo fa di proposito. Finge di essere una buonista stucchevole, si rende volontariamente caricaturale perché vuole servirci su un piatto d’argento la possibilità di smontare le teorie allucinanti di cui si fa portavoce. Altrimenti non si spiega come mai si ostini a collezionare grame figure. Davvero, dev’esserci qualcosa sotto: non può essere così facile farsi beffe di lei e del suo «pensiero». Continua a leggere

Unioni incivili

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di don Aldo Buonaiuto

(pubblicato in “In Terris” del 21 ottobre 2015)

download (47)È interessante vedere come i vari promotori delle unioni incivili vogliano realizzare una legge sulle unioni civili. Può sembrare una battuta, anche se per capire quanto sia reale basta guardare quanta ipocrisia viene senza pudore sbandierata dalle varie istituzioni, a partire da quelle politiche. Incivilmente uniti di fatto sono tutti coloro che fanno finta di litigare, specialmente nei talk show, quando poi nella realtà si sono già accordati per far passare questa e tutte le altre leggi che il governo vuole. Continua a leggere

Innalzamento tetto contante: «Meglio la crescita dello Stato “guardone”»

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di Chiara Rizzo

(pubblicato in “Tempi” del 19 ottobre 2015)

L’uso del contante portato da mille a tremila euro. Il professor Carlo Lottieri dice: «Le Pmi hanno bisogno di liquidità per sopravvivere. Meglio dare priorità a loro che a una lotta ideologica all’evasione».images

E poi: «Innalzando il tetto all’uso del contante da mille a tremila euro, Matteo Renzi dimostra il fiuto politico che lo contraddistingue. Mi ricorda in qualche misura Silvio Berlusconi. Renzi ha capito che ha più senso sacrificare un eventuale evasione fiscale piuttosto

Mai previsione, fortunatamente, fu più sbagliata!

che bloccare la crescita economica italiana. Dopo tutto, anche il nobel per l’economia Milton Friedman nel 2006, disse: “L’Italia? È più libera di quanto crediate grazie al mercato nero e all’evasione fiscale”». Questa è la provocazione che lancia Carlo Lottieri, direttore del dipartimento di teoria politica dell’Istituto Bruno Leoni. Continua a leggere

“Fumo di Satana in Vaticano”: Socci spiega gli anti-Bergoglio

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di Antonio Socci

(pubblicato in “Libero” del 18 ottobre 2015)

download (45)Ieri papa Bergoglio ha prospettato – nientemeno – una riforma del papato: «Non è opportuno che il Papa sostituisca gli Episcopati locali nel discernimento di tutte le problematiche che si prospettano nei loro territori. In questo senso, avverto la necessità di procedere in una salutare “decentralizzazione”». Sebbene citi una frase di Giovanni Paolo II, Bergoglio in realtà intende fare un’operazione che ricalca la vecchia idea antiromana dei catto-progressisti, che è l’opposto di quanto intendeva papa Wojtyla. Non a caso, infatti – dopo averla prospettata nella Evangelii gaudium – il papa argentino rilancia quest’idea oggi, nel pieno dell’incandescente Sinodo sulla famiglia. Il motivo è chiaro. Continua a leggere

Spesso mi arriva una rosa

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Intervista di Papa Francesco a «Paris Match»

di Caroline Pigozzi

(pubblicata in “L’Osservatore Romano” del 15 ottobre 2015)

imagesPapa Francesco è solo e viene verso di me sorridendo. Gli presento Marc Brincourt, caporedattore fotografico ed Eric Vandeville, con la macchina fotografica digitale tra le mani. Affabile, il Santo Padre pronuncia qualche parola in francese e ci invita a seguirlo in una piccola sala che dà su un cortile interno. Ho un fiume di domande. Questo Papa è carismatico, il suo timbro di voce mite, rassicurante, e il suo modo di parlare italiano con dei giri di frase spagnoli rendono rari questi momenti, tanto spontanei quanto singolari. Venerdì 9 ottobre resterà una data impressa nella mia memoria. Continua a leggere

Padre Tony Adams confessa: «Ho fatto sesso in Vaticano per fare carriera»

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Redazione di “Il Giornalettismo”

(pubblicato il 13 ottobre 2015)

L’ex cerimoniere pontificio, dichiaratosi gay ma che non è mai stato ridotto allo stato laicale, vuota il sacco su Rete4

«Ci sono veramente molti gay in Vaticano, come fuori, ma non ne parlano mai». Padre Tony Adams, il sacerdote gay americano 73enne si confessa al programma di Retequattro “La Strada dei Miracoli” e afferma: «La maggioranza dei preti sono gay ma non ne parlano mai».images

A maggior ragione i cattolici si stringano in preghiera e azione attorno alla santa Chiesa di Cristo!

Forse sarebbe tempo di ripristinare, per il bene della Chiesa, un’antica pratica adottata dalla Chiesa per tutto il primo millennio della sua storia e mai da essa ritenuta contraria alla lettera e allo spirito del Vangelo: quella di ammettere al sacerdozio uomini sposati, con o senza figli, di riconosciuta integrità morale e di provata fede, uomini cioè decisamente eterosessuali che non potrebbero non esercitare, per diversi motivi, un benefico condizionamento sulla qualità del reclutamento dei presbiteri e della vita complessiva della Chiesa. 

In merito alla presunta relazione sessuale avuta con un importante vescovo polacco, poi travolto da uno scandalo di pedofilia, l’ex cerimoniere pontificio Tony Adams, ha risposto: «Volevo fare carriera e ho fatto questo solo per motivi politici, in molti lo fanno». E continua, «il coming out una volta era molto diverso da oggi, oggi è molto più facile. All’epoca non dissi niente al mio vescovo, i preti non ne parlano di questo – e prosegue – I miei amici preti hanno avuto una vita molto strana, senza amore, senza amici, solo in vacanza avevano una vita sessuale e così – ha concluso – ho pensato che questa non fosse una bella vita».images

Padre Adams, che non è mai stato ridotto allo stato laicale e non ha mai subito una scomunica (ma solo un allontanamento dalla sua diocesi americana), su Papa Francesco ha detto: «Sarò un prete per sempre, non ho sbagliato e penso che anche il Papa, in cuor suo, voglia cambiare tutto questo, ma ha paura, ma non so perché abbia paura».

Così Erdogan tradisce il suo Paese

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di Roberto Toscano

(pubblicato in “La Stampa” dell’11 ottobre 2015)

La Turchia è tornata in Medio Oriente. Un Medio Oriente dilaniato dai settarismi e dall’autoritarismo, e colpito da un feroce terrorismo. Gli oltre ottanta morti di ieri ad Ankara si sommano alle trenta vittime dell’attentato di luglio a Diyabarkir e – anche se mancano risposte definitive sugli autori – in nessuno dei due casi possono esserci molti dubbi.download (42)

La verità sta nella natura dei bersagli: in entrambi i casi si è trattato di manifestazioni convocate da forze progressiste, in particolare l’Hdp, il partito nato come curdo ma ormai punto di riferimento crescente, dopo aver superato alle ultime elezioni la soglia di sbarramento del 10 per cento per l’ingresso in Parlamento, dell’opposizione al regime di Erdogan. Continua a leggere

Siria, a un passo dalla guerra totale

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di Maurizio Piccirilli

(pubblicato in “In Terris” del 10 ottobre 2015)

imagesGuerra o non guerra. In queste ore il dibattito in Italia si sta infuocando sull’ipotesi di un intervento diretto delle forze armate nel conflitto contro lo Stato islamico. L’Italia da un anno partecipa alla coalizione internazionale fornendo supporto logistico e addestrando truppe. In una base a Erbil nel Kurdistan iracheno istruttori dell’Esercito addestrano soldati curdi e iracheni. A Baghdad, da giugno, sono presenti i carabinieri che stanno preparando le forze di polizia irachene. Non solo. Aerei Tornado e droni dell’Aeronautica militare volano ogni giorno sui cieli della Mesopotamia per individuare obiettivi. Ora però c’è una richiesta a Roma da parte del governo di Baghdad e degli Stati Uniti per utilizzare i nostri aerei in missioni di bombardamento. Una richiesta che non scaturisce dagli interventi russi di questi ultimi giorni ma a un fatto specifico. Gli aerei dell’Arabia saudita e degli Emirati che in un primo momento partecipavano alle missioni non ci sono più perché impegnati nello Yemen a combattere la secessione degli Houthi. E’ venuto meno un supporto militare; ecco perché gli Stati Uniti, visto soprattutto l’intervento russo, si sono visti costretti a chiedere rinforzi all’Italia. Continua a leggere

Quel fantasma che si aggira per l’Occidente

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di Matteo Borghi

(pubblicato in “La Nuova Bussola Quotidiana” del 4 ottobre 2015)

imagesC’è un fantasma che s’aggira per l’Europa: non è il comunismo, ma il politically correct. Un’ideologia egualmente totalitaria che, pretendendo di stabilire cosa sia corretto dire e cosa non lo sia, punta a dividere le persone in due categorie: i puri, che ne rispettano i dettami, e gli impuri che, per la loro mancanza, meritano di essere esclusi dal lavoro o ogni consesso umano.

Ma di cosa parliamo, esattamente? Secondo la definizione della Treccani, il termine politically correct “designa un orientamento ideologico e culturale di estremo rispetto verso tutti, nel quale cioè si evita ogni potenziale offesa verso determinate categorie di persone”. Categorie, ovviamente, prefissate con cura: stranieri (specialmente di carnagione scura), donne, omosessuali, portatori di handicap. Persone che, a detta dei sacerdoti del politically correct, sarebbero meritevoli di protezione particolare per una presunta intrinseca debolezza (a parte l’ultima categoria stenteremmo a dire che le altre tre lo siano) e per offese subite nel presente o nel passato. Continua a leggere