Splendi di luce finta e dorata,
falsa dea di qualche giorno incantato.
Le tue labbra, corrotte e bugiarde,
han parole che accendono ardore,
ma gelano l’anima e il cuore.
Disonesta nel passo e nell’atto,
vendi sguardi languidi a buon mercato,
e di baci intridi ogni inganno.
Lasciva ti mostri, lasciva ti celi,
mentre strappi e calpesti i miei veli.
Sei sirena di canti tossici,
che seduce per puro diletto.
Nutri il vuoto col tuo tradimento,
giocando col fuoco d’un falso affetto.
Ora specchiati in questo mio canto:
la tua tela di menzogna è scoperta,
e la mia anima, percossa ma desta,
ti lascia al tuo sterile incanto.
È vero, sai, meriti individui alti e belli,
vuoti specchi del tuo stesso livello,
gente d’infamia, senza onore e senza cervello.
Anonimo