Unioni civili: un’altra voce laica “fuori dal coro”

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di Luca Marcolivio

(pubblicato su “Zenit” del 13 febbraio 2016)

Secondo Ernesto Galli Della Loggia la rappresentazione mediatica del dibattito non rispecchia affatto il sentire della popolazione, essendo completamente sbilanciata in senso ‘progressista’

Mentre nel paese continua a fervere il dibattito sul ddl Cirinnà, anche riguardo alla posizione che la Chiesa dovrebbe assumere (il cardinale Bagnasco si è schierato a favore di un dibattito libero, possibilmente accompagnato dal voto segreto, mentre monsignor Galantino si è pronunciato per un più generico “rispetto del parlamento”), i commenti di maggior interesse continuano ad essere quelli dei “laici fuori dal coro”.

È il caso di Ernesto Galli della Loggia. Il 73enne storico e politologo, nel suo ultimo editoriale sul Corriere della Sera si è soffermato sulla totale disparità di trattamento dell’opinione pubblica a livello di mass media, in considerazione del fatto che, in particolare sulle adozioni da parte di coppie omosessuali, i sondaggi risultano essere particolarmente incerti ed oscillanti. Continua a leggere

Se Grillo volesse…

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di Giorgio Palmaro

Oggi Grillo, contraddicendo opportunamente la perentorietà di certe affermazioni anticattoliche del cattolico senatore Morra, ha dichiarato che i suoi parlamentari avranno libertà di coscienza sul DDL Cirinnà e in particolare sulla ormai tristemente famosa stepchild adoption.

Può darsi che ad indurre Grillo a questa decisione sia stato un gruppo di parlamentari cattolici pentastellati, di cui i Morra non fanno parte, non disposti ad oltraggiare platealmente la propria fede religiosa. Può darsi anche che Grillo sia intervenuto effettivamente sulla base, come egli stesso ha affermato, delle “tante richieste dei nostri elettori”, ma la verità è che il capo dei 5 Stelle si è assunto autonomamente la responsabilità di offrire al dibattito politico e all’intera vita nazionale un contributo realmente moralizzatore su una questione etica per nulla marginale e anzi di enorme rilevanza sociale e politica, anche perché, se abbiamo ben compreso il senso delle parole del leader genovese, la libertà di coscienza da lui concessa sembra riguardare non solo il tema dell’“adozione del figlio del partner” ma la legge Cirinnà nel suo complesso: qui, per la prima volta da quando la sua formazione politica siede in parlamento, egli, da semplice laico, viene assumendo una posizione ben più coraggiosa e lungimirante di quella, incoerente e remissiva, assunta da Matteo Renzi, che evidentemente tende a sottovalutare il prezzo che potrebbe essere chiamato a pagare, anche sul piano elettorale, proprio a causa di un errore marchiano qual è quello che si accinge a commettere prossimamente con la trasformazione del decreto Cirinnà in legge dello Stato.

Ma questa bella e inattesa impennata di Grillo lascia ben sperare per il futuro anche in relazione a tante altre importanti problematiche della vita nazionale. Se Grillo capisse che ormai necessita una sua presenza non tanto tra i banchi dell’opposizione quanto tra quelli governativi, se intelligentemente e dignitosamente lavorasse ad un suo ingresso nel governo di Renzi, costringendo o autorizzando quest’ultimo a compiere scelte politiche ancora più incisive di quelle, spesso apprezzabili, già compiute, il nostro Paese potrebbe veramente, entro pochi anni, assurgere a grande potenza economica e spirituale. Se Grillo volesse, chissà cosa potrebbe diventare la nostra amata nazione!

Giorgio Palmaro

Cirinnà e cattolici del Movimento 5 Stelle

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di Giorgio Palmaro

Il “cattolico” pentastellato Nicola Morra ha dichiarato a “La Repubblica” che lui, come cattolico, “voterà convintamente la stepchild adoption” insieme all’intero disegno di legge Cirinnà che la contiene. Questo senatore molto vanitoso e saccente ma di non grande spessore intellettuale e politico, alludendo alla sorte di tanti bambini orfani o abbandonati, ritiene di esprimere un concetto irresistibilmente efficace quando osserva: “Mettetevi nei panni di quei ragazzini. Se non passa quella parte della legge, chi pensa ai loro diritti? Bene o male io qualche casa famiglia l’ho frequentata, ho visto cosa significa per un bambino passare da un affido a un altro e poi magari tornare in istituto. Francamente penso che sia questa la cosa da evitare ad ogni costo”. Continua a leggere

L’Unione Europea tra padri ed epigoni

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La genesi dell’Europa, dell’idea di Europa Unita, corrisponde ad un processo storico-politico molto complesso e articolato, non privo di punti di vista molto variegati o eterogenei e di visioni molto diversamente ispirate soprattutto in rapporto alla natura dei loro presupposti.

Basta dare uno sguardo ai primi europeisti italiani dell’800 per rendersi conto che all’unità europea si venne guardando in modi molto diversi e spesso contrapposti. C’è uno schieramento laico che comprende Cavour, ispiratore di un moderno liberalismo cosmopolitico, Garibaldi con il suo internazionalismo popolare che è alla base delle successive download (64)formazioni politiche socialiste italiane, Carlo Cattaneo, il maggior teorico del federalismo europeo di questo periodo perché attento e fine conoscitore del funzionamento delle istituzioni federali da introdurre negli Stati 

                        Carlo Cattaneo

nazionali in via di formazione con la consapevolezza di limitarne le sovranità in vista o in funzione di uno Stato federale sovranazionale. A Cattaneo, repubblicano e federalista illuminato, si sarebbero richiamate, nel quadro dell’Italia unita, intere generazioni di intellettuali laici di orientamento democratico. Continua a leggere

Il gender danneggia anche omosessuali e femministe

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Intervista a don José Eduardo de Oliveira y Silva

(pubblicata in “Zenit” del 12 gennaio 2016)

Don Eduardo de Oliveira y Silva, sacerdote brasiliano esperto del tema, spiega come l’unica finalità del gender sia distruggere la famiglia al fine di creare uomini senza legami, facilmente manipolabili

Il 7 gennaio scorso la Diocesi di Senigallia (AN) ha organizzato una giornata di formazione per gli insegnanti di religione sul tema dell’ideologia del gender. Come relatore è stato invitato il sacerdote brasiliano don José Eduardo de Oliveira y Silva, della Diocesi di Osasco, a San Paolo.

L’ufficio della pastorale scolastica, a cura di don Marco Mazzarini, ha voluto promuovere l’incontro formativo per arricchire il bagaglio culturale degli insegnanti in rapporto a queste nuove sfide antropologiche.

In occasione di questo evento, ci ha rilasciato un’intervista il relatore, conosciuto in Brasile proprio per la partecipazione attiva al proficuo dibattito riguardo al tema della “prospettiva di genere”.images

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Negli ultimi tempi, la discussione sul gender è comparsa in Italia nel dibattitto attorno all’educazione delle nuove generazioni. Potrebbe illustrare il suo parere su questa discussione? Continua a leggere

I cattolici contro le incivili “unioni civili”

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di Carmen Tocco

imagesLa legge Cirinnà sulle cosiddette “unioni civili” e la diabolica perseveranza con cui si tende a riproporne l’approvazione parlamentare tra modifiche apparenti o insignificanti,  nonostante le contestazioni molto serie che vengono mosse in parlamento e in modo ben più significativo nella società civile italiana, costituiscono senza dubbio il provvedimento più infelice e inquietante del governo Renzi. Continua a leggere

Il problema casa come problema politico centrale

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di Rinaldo Ponti

Qualcosa di buono c’è anche nel Movimento 5 Stelle, che lo scorso anno per esempio presentò una mozione parlamentare con la quale si chiedeva al governo di assumere iniziative legislative efficaci sul “diritto alla casa”, ovvero iniziative finalmente chiuse a nuove cementificazioni e ai soliti intrallazzi per favorire questo o quell’amico costruttore, peraltro regolarmente impegnato a risparmiare sulla qualità dei materiali edilizi e ad evadere il fisco, e dunque iniziative non destinate a devastare ulteriormente il territorio con l’occupazione di suolo pubblico che va invece salvaguardato per tanti motivi, ivi compresi naturalmente quelli ambientali. In sostanza, la mozione pentastellata chiedeva al governo non già di costruire nuove case ma di utilizzare il patrimonio immobiliare pubblico esistente bloccandone o impedendone le vendite speculative e il patrimonio immobiliare privato comprensivo di appartamenti costruiti ma rimasti invenduti nell’ultimo lustro a causa di una vertiginosa lievitazione dei prezzi o, più esattamente, a causa della mancanza di lavoro specialmente tra le giovani generazioni e del percepimento di salari sempre più bassi in rapporto ai prezzi correnti di mercato. Appartamenti rimasti vuoti i cui costruttori, dopo aver deformato intere periferie e non poche città, sono stati persino graziati dallo Stato che ha ritenuto improvvidamente di doverli esentare dal versamento dell’IMU (imposta municipale unica).casa_striscione.jpg_415368877

Solo che questo benedetto “diritto alla casa”, chiaramente affermato nella nostra Costituzione e ribadito in diverse occasioni anche dalla Corte Costituzionale e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), sembra non trovare mai nella classe politica italiana e più segnatamente nella classe dirigente di volta in volta al governo del Paese una sufficiente determinazione politica volta per l’appunto ad adottare provvedimenti quanto meno idonei ad avviare a soluzione l’annoso problema. Continua a leggere

L’Italia non si salva nel sistema monetario europeo

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di Filippo Romolo Tancredi

Perché il ritorno alla nostra vecchia e cara lira non potrebbe essere il male minore in questo momento storico rispetto al sicuro disastro economico cui almeno l’Italia è condannata se continua a rimanere nell’unione monetaria europea? E’ evidente che, in caso di uscita dall’euro, specie se non concordata con gli altri partners europei, il nostro Paese subirebbe qualche contraccolpo negativo, che in questo stesso sito altri non hanno mancato di segnalare, ma fermo restando che con una manovra accorta e preparata per tempo potremmo anche neutralizzare in una certa misura possibili effetti deleteri, non è forse ormai intuitivo il vedere che i troppi vincoli europei non potranno che strozzare implacabilmente e definitivamente la nostra già dissestata economia? Se noi continuiamo a pagare interessi superstellari sul debito pubblico, ad ossequiare insostenibili patti di bilancio europeo che comportano troppo severi bilanci dello Stato, a favorire il lavoro privato a tutti i livelli in un contesto sociale in cui i servizi e gli investimenti pubblici sono davvero poca cosa e incapaci di stimolare in termini realmente competitivi il privato a far molto meglio di quel che fa, a scoraggiare il consumo e quindi la produzione stessa, in che modo mai potremmo pensare e sperare ragionevolmente di venire a capo di una situazione che sembra incancrenirsi sempre di più e non avere mai fine, nonostante l’energica e reiterata richiesta renziana ai vertici europei di necessario e urgente cambiamento della complessiva linea politica della UE?salvezza-italia-euro-lira-sovranità-monetaria-680x365

Se la globalizzazione, in particolare quella che consente il trasferimento sempre più libero e spregiudicato di capitali in ogni parte del mondo e d’Europa, nonché la facoltà di abbattere a proprio piacimento il costo del lavoro, o la limitazione del tutto arbitraria e artificiosa di limitare le produzioni locali o rionali di merci e beni alimentari, ci sta danneggiando vistosamente al di là di ogni ragionevole dubbio, magari con la prospettiva di veder peggiorare ulteriormente le cose con la sottoscrizione di nuovi e ambigui Trattati commerciali ed economici e finanziari con gli Stati Uniti d’America, si può forse pretendere di avallarla ed accettarla come l’unica soluzione possibile di qui all’eternità? Uno che rispondesse in senso affermativo, non dovrebbe o non deve essere internato per evidente disabilità mentale? Continua a leggere

Perché l’Isis minaccia seriamente Roma mentre tace su Israele?

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E’ innegabile che, storicamente parlando, non ci sia stato e non ci sia musulmano coerente con il Corano e veramente degno di questo nome che non abbia coltivato e non coltivi il sogno che un giorno la bandiera nera dell’esercito di Allah, ben aduso a combattere e ad uccidere minoranze “infedeli” del Medioriente, a perseguitare cristinai-iraq-isis-crocifissione-577663violentemente gruppi religiosi più o meno vasti ritenuti eretici come i cristiani, a stuprare e scannare donne non disposte a convertirsi e ad obbedire alle leggi coraniche di Dio, a ridurre in stato di schiavitù uomini di ogni età e bambini impossibilitati oggettivamente a servire la causa islamica, possa sventolare sulla cupola di San Pietro. Continua a leggere

Cattolici grillini: quante ambiguità!

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di Anna Maria Infante

Quante storie per questi attivisti cattolici che sarebbero stati scomunicati da Grillo! E’ risaputo che nel 5 Stelle anche i cattolici, come chiunque altro, aderirono al Movimento per due possibili motivi: o per contribuire con il voto a scardinare un sistema ormai marcio e improduttivo di potere, o per tentare di intraprendere attraverso di esso una facile e ben retribuita carriera politica. I cattolici che hanno sostenuto solo elettoralmente il partito di Grillo hanno usato quest’ultimo, in parte con successo, contro il marciume esistente e a favore di una nuova possibilità di rinascita nazionale, senza tuttavia lasciarsi 2013-03-08-solidiprincipi5stellestrumentalizzare dal comico genovese e assecondare quelli che dopo le ultime elezioni politiche sono subito apparsi a tutti come suoi disegni meramente polemici e distruttivi. Questi cattolici vanno compresi e rispettati. I cattolici, invece, che hanno fiutato nel movimento stellato una ghiotta opportunità di ascesa politica ed economica personale, e che talvolta hanno addirittura utilizzato mezzi immorali per entrare a far parte del “cerchio magico” di Grillo (come sembrano raccontare tante voci di popolo), vanno non già condannati, perché non spetta a una cattolica come me né di condannare né di assolvere qualcuno, ma certamente compatiti ed eventualmente lasciati alle loro miserie personali. Continua a leggere