Da oggi le cosiddette Unioni civili sono legge dello Stato. E’ vero che non vi figura più l’adozione di bimbi da parte di coppie omosessuali, ma in realtà questa legge resta pur sempre aberrante non solo in senso cattolico ma in senso più generalmente umano in quanto essa recepisce appieno l’equiparazione tra matrimonio tradizionale e unione tra persone dello stesso sesso, e, soprattutto, introduce nell’etica pubblica una novità devastante e suscettibile di effetti ancora più perversi. Continua a leggere
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De Magistris come Masaniello?
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Durante il suo ultimo comizio elettorale per la nomina a sindaco di Napoli, Luigi De Magistris non solo ha tenuto un discorso politico beceramente populistico e propagandistico ma ha reso ben visibile a tutti un delirio di onnipotenza che probabilmente lo accompagna sin dalla sua prima adolescenza e che come oratore di piazza ha per l’appunto rovesciato giorni fa, con espressioni volgari e intimidatorie, assolutamente indegne non solo di “un primo cittadino” ma di un uomo, sul presidente del Consiglio Matteo Renzi che, indipendentemente dai suoi limiti, è ormai diventato bersaglio fisso di polemiche nazionali non solo astiose ma anche sterili e preconcette. Continua a leggere
Professionisti della democrazia
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I Flores d’Arcais, i Marco Travaglio, i Grillo, adesso anche i Davigo, nel solco di un oltranzismo pseudodemocratico e protestatario fine a se stesso che non è mai stato estraneo alla storia politica e sociale del nostro Paese, combattono aprioristicamente le loro guerre personali contro un ipotetico mondo di cattivi, di politici corrotti, di potenti immorali e senza scrupoli e fondano tutte le loro speranze palingenetiche in una ritrovata unità di intenti della magistratura italiana contro corruzione e malcostume a cominciare da quelli oggi presuntivamente radicati nelle forze di governo. Più che da un vero senso di giustizia, costoro, e ognuno s’intende con le proprie specificità personali e culturali, sono animati da un culto inconfessato della propria personalità che tende sempre a confliggere con chiunque, direttamente o indirettamente, sia capace, per sapienza politica e competenza di governo, a metterla in ombra. Continua a leggere
L’anomalia americana
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di Giorgio Civita
Si continua a parlare degli Stati Uniti come di un grande Paese non solo dal punto di vista militare ed economico ma anche da un punto di vista politico e culturale. Ma la realtà americana è molto più complicata di quella che generalmente emerge dal resoconto dei grandi media internazionali. A parte “Le nouvel observateur”, per esempio, che ha ripreso una notizia del britannico “Guardian”, quanti altri giornali e televisioni si soffermano criticamente su alcuni specifici aspetti di quello che probabilmente sarà il decisivo duello “democratico” per la conquista della Casa Bianca tra il conservatore Donald Trump e la democratica Hillary Clinton? Continua a leggere
La democrazia, questa sconosciuta!
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Giudica nei tribunali anche chi non potrebbe o dovrebbe giudicare, insegna nelle scuole di ogni ordine e grado anche chi non potrebbe o dovrebbe insegnare, esercita impegnative funzioni accademiche e ruoli di enorme responsabilità
politica e amministrativa anche chi non potrebbe e dovrebbe esercitarli, predica dai pulpiti anche chi dice sciocchezze e non crede davvero nelle verità che dovrebbe predicare, prega il Signore anche chi non ne conosce perfettamente la volontà e gli insegnamenti e lo identifica più con una opportunità scaramantica che non con una Persona reale da adorare qualunque cosa accada. Continua a leggere
Il Casaleggio percepito (dai giornali)
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E’ scomparso davvero un incrocio tra Cavour e Steve Jobs?
(pubblicato da Redazione di “Il Foglio” del 14 aprile 2016)
Qui non si vuole fare eccessivo esercizio di cinismo, né passare per forza per originali, né mancare di rispetto a nessuno. Tuttavia, caspita, cari colleghi della stampa e dei telegionali, cari conduttori e cari editorialisti: il cordoglio, ci mancherebbe, le lacrime, naturalmente, la tristezza, anche la nostra, è ovvia, ma un po’ di contegno, no? Martedì mattina è morto Gianroberto Casaleggio, sessantun anni, perito informatico, ex manager allontanato dalla Telecom, ex impiegato della Olivetti, fondatore della CasaleggioAssociati s.r.l., società di web marketing che guida e determina la linea politica del Movimento cinque stelle, un partito nato nel corso di una manifestazione denominata “vaffa day”. A leggere i giornali di ieri sembra invece che il paese sia rimasto orfano d’una figura, certamente originale, i cui mirabolanti tratti riassumono il meglio dell’intelligenza politica di Cavour e del genio tecnologico di Steve Jobs.
Abbiamo calcolato che la parola “visionario” a lui riferita compare sessanta volte (non c’è un solo giornale che non lo chiami “visionario”, soprattutto Repubblica e la Stampa: Ceccarelli ha insistito parecchio sul punto). Per sole quarantrè volte è invece, più modestamente, definito “profeta”. E allora l’Unità lo chiama “testa pensante”, Italia Oggi gli attribuisce “risultati strepitosi”, MilanoFinanza racconta il “politico del ventunesimo secolo”, mentre per Marco Travaglio – gulp – Casaleggio “ha scritto un pezzetto di storia d’Italia”. Come Garibaldi. Ma è il Corriere a dare il meglio di sè: “Era un visionario”; “sottovalutato” e “comunque poco compreso”; “voleva collocarsi al confine più avanzato con la modernità e la scienza”. Il cordoglio, ci mancherebbe, ma davvero Casaleggio era un mix tra Steve Jobs e Cavour?
Nostra postilla
Grillo ha detto che uomini come Casaleggio “ne nascono uno ogni cent’anni”. Nel proferire queste parole commemorative, ma oggettivamente eccessive, sul suo amico defunto, da megalomane qual egli è avrà quasi certamente pensato a se stesso, alla sua grandezza, alla sua nobiltà d’animo, qualità tutte naturalmente presunte, e non è da escludere che fra qualche tempo si senta dire che uomini come Grillo ne nascano uno ogni due secoli. Però, a ben pensarci, se fosse vero che di Casaleggio ne vengono fuori uno ogni secolo e di Grillo uno ogni due secoli, non ci si dovrebbe sentire rassicurati? Beati coloro che sanno riconoscere solo le proprie miserie e sono capaci di considerarsi solo dei “servi inutili”! Affidiamo il destino ultraterreno di Gianroberto Casaleggio all’infinita misericordia di Dio.
Sì o no al referendum sulle trivellazioni
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da Redazione di “Giornalettismo”
REFERENDUM TRIVELLE 17 APRILE, PERCHÉ VOTARE SÌ
I sostenitori del Sì al referendum sulle trivellazioni ritengono che l’attività di estrazione degli idrocarburi debba essere fermata per evitare rischi sanitari o ambientali. Secondo le associazioni ambientaliste, tra le quali Greenpeace, Wwf e Legamiente, con lo stop alle estrazioni a ridosso della costa alla scadenza delle concessioni determinerebbe, o anticiperebbe, una svolta alla politica energetica del nostro Paese, un’innovazione del sistema produttivo e maggiore investimento nelle energie rinnovabili. Continua a leggere
Bersani e il governo Renzi
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di Stefano Guerin
Pier Luigi Bersani è davvero curioso! Quando era lui a dirigere il PD, tutti gli volevano bene (si fa per dire) e tutti lo osannavano (si fa sempre per dire) appunto perché lui era il capo, il segretario del partito, per giunta con una precedente esperienza di governo. Gli volevano bene e lo osannavano, malgrado il suo conclamato immobilismo politico-istituzionale, malgrado l’insignificanza del suo eloquio e il consueto andamento burocratico della vita di partito e, soprattutto, malgrado lo scollamento sempre più accentuato tra i vertici del partito stesso e le masse e cosí accentuato da non consentire al politico emiliano di conseguire una sonora vittoria elettorale, cosí come tutti i sondaggi per molto tempo avevano pronosticato. Continua a leggere
Renzi contro Grillo dalle sue Enews dell’8 aprile 2016
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La folla di Piazza Plebiscito, a Napoli, in occasione della visita di papa Francesco
«Stavolta la rubrica della bufala è solo una foto. Niente di più. Per raccontare ai propri adepti che la contestazione a Napoli era oceanica, il blog di Beppe Grillo ha preso l’immagine di Piazza Plebiscito piena di gente. Solo che quelli erano lì non per contestare il premier, ma per abbracciare il Papa. Già, per far vedere che la piazza era numerosa, hanno cambiato foto e hanno messo la foto della visita papale!
Movimento Cinque Stelle: «Luigi di Maio incassa e non rendiconta»
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[Pubblicato da Redazione di “Giornalettismo” in data 22 marzo 2016]
Da «gli eredi di San Francesco» a rimborsi fiume e scarsa trasparenza: Di Maio, Giarrusso e quelle spese che non tornano
Dovevano essere gli «eredi di San Francesco», nati nello stesso giorno del poverello di Assisi: è il Movimento Cinque Stelle, che doveva aprire il Parlamento come una scatoletta. Che doveva rendicontare tutto fino all’ultimo scontrino. Che doveva utilizzare il “Politometro” per misurare il reddito dei professionisti della politica prima e dopo l’ingresso in Parlamento, e che doveva chiedere a tutti i parlamentari di restituire e rimborsare quanto avevano percepito a spese dei cittadini. E invece, con il passare del tempo, la situazione è cambiata: e oggi sembra che della trasparenza il Movimento Cinque Stelle non possa più fare la sua medaglia. Continua a leggere
