Tendenze e tentazioni eutanasiche ed eugenetiche, volte a tenere alti i livelli di efficienza psico-fisica della popolazione, attraversano tutta la storia umana a partire dalla Grecia in cui Platone, sia pure con qualche riserva, sembra condividere la preoccupazione politica di provvedere alla “igiene sociale” della polis, affidando allo Stato il compito di esercitare un controllo sulla capacità riproduttiva dei suoi membri in modo che solo i bambini particolarmente sani e forti potessero essere allevati ed assistiti in modo adeguato per poter poi assicurare al popolo il più alto grado possibile di benessere, di sicurezza e di protezione anche sul piano militare. Continua a leggere
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Flores d’Arcais e il 5Stelle
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di Beniamino Ingotti
Per Paolo Flores d’Arcais la giunta romana di Virginia Raggi è andata in crisi principalmente perché in essa sarebbero stati immessi in larga e predominante misura soggetti legati all’ex sindaco di destra Gianni Alemanno. E così, proprio perché di destra e appartenenti ad un destrorso come Alemano, egli ritiene particolarmente “indifendibili” personaggi come l’assessore Muraro o come l’assessore al bilancio De Dominicis che fu a suo tempo “ammiratore sfegatato e ditirambico di Giulio Andreotti” (Il M5S corre verso il disastro, in Micromega del 6 settembre 2016). Che, nell’ottica di d’Arcais, costituisce colpa grave e inescusabile. Continua a leggere
Pentastellati alla deriva
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di Lanfranco Sciuto
Per me il partito di Grillo, se il popolo vorrà, potrà anche andare al governo dell’Italia: non ho problemi personali. Certo, se il successo politico-elettorale dovesse arridere prossimamente ai pentastellati, non potrei fare a meno di pensare che il deficit culturale, soprattutto fra le masse giovanili del nostro Paese, è diventato cosí elevato da produrre incresciosi e pericolosi fenomeni di deresponsabilizzazione della vita civile e politica nazionale. Io non credo affatto, come altri hanno già sostenuto su questo blog, che la misura del consenso di cui godrebbe oggi il Movimento di Grillo sia quella rilevata da diversi istituti demoscopici, che come si sa sono abituati a collezionare brutte figure, ma qualora il consenso fosse davvero così alto, non avrei alcuna difficoltà a leggere l’orientamento popolare come espressione di evidente immaturità culturale e di connesso infantilismo politico. Continua a leggere
Terremoti, fede e politica
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Può un terremoto mettere in crisi la fede in Dio o, al contrario, può rappresentare uno stimolo ad approfondire la conoscenza di Dio stesso e della nostra esistenza terrena? Se Dio è onnipotente, perché, ci si chiede talvolta, non impedisce che la natura da lui creata possa essere cosí distruttiva e provocare un numero cosí alto di vittime? Può rientrare anche un fenomeno tellurico particolarmente disastroso come il terremoto di L’Aquila o di Amatrice nell’attuazione della volontà divina e nel disegno redentivo universale di Dio avente per oggetto la storia degli uomini? Continua a leggere
Quale politica religiosa? Nè Mattarella, né papa Francesco
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di Tommaso Chiaromonti
Al Meeting di “Comunione e Liberazione” il presidente Mattarella ha affermato che, anche al fine di sconfiggere il terrorismo contemporaneo e di salvaguardare gli Stati democratici occidentali, «il dialogo tra le fedi è oggi una necessità storica, è una condizione per conquistare la pace. Il dialogo tra le fedi è un atto di umiltà, che può riconciliarci con la storia dell’uomo. E’ questo un tema di grande valore spirituale, che ha fortissime implicazioni politiche e sociali. Dialogo tra credenti di religioni diverse, dialogo sul destino dell’uomo tra credenti e non credenti: ecco un terreno sul quale la cultura europea può dare, ancora una volta, un apporto straordinario». Ora, non per essere pignoli, ma solo per contribuire a chiarire un punto di fondamentale importanza nel quadro delle relazioni tra popoli e civiltà, nel messaggio di Mattarella due concetti molto diversi fra loro tendono ad accavallarsi e a confondersi. Infatti, una cosa è parlare di “dialogo tra le fedi”, altra cosa è parlare invece di “dialogo tra credenti di religioni diverse”. Almeno per quanto riguarda i cristiani, infatti, è del tutto lecito e anzi doveroso che essi, nelle ordinarie dinamiche della vita, dialoghino sempre con gli altri e con chiunque si faccia oggettivamente prossimo nei loro confronti, a prescindere dalle loro convinzioni personali, dalla loro cultura o religione. Un sorriso, una mano d’aiuto, un atto di comprensione e di generosità, in linea di principio, non possono essere rifiutati a nessuno: questo insegna Gesù. Continua a leggere
Bianca Berlinguer rottamata! Era ora!
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di Emma Lombardini
Una buona notizia: Bianca Berlinguer verrà finalmente rottamata e sarà sostituita con chi da subalterno l’aveva sempre contestata, quel Luca Mazzà che non si fece pregare per esprimere le sue forti riserve sia sulla giornalista sarda, molto meno preparata di lui soprattutto in materia economica, sia su Massimo Giannini che, nel suo stesso interesse, si sarebbe dovuto limitare a lavorare per la carta stampata, visto che l’unico suo merito televisivo è stato quello di imitare alla perfezione il compianto comico Raimondo Vianello ad apertura della trasmissione Ballarò con quel suo “buonasera, buonasera”! Fateci caso! Continua a leggere
Luttwak, i cattolici e papa Francesco
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Edward Luttwak, il noto e controverso politologo americano, sempre capace di alimentare dibattiti di geopolitica, geoeconomia e strategia militare sia in relazione a questioni di specifico interesse nazionale (in particolare riguardanti gli USA nei suoi rapporti con gli Stati occidentali e con quelli asiatici e mediorientali) sia in relazione a questioni di carattere generale, molto probabilmente non ha torto nel muovere critiche pesanti su papa Francesco a proposito del fenomeno immigratorio in atto e della valutazione della natura dell’Isis e della stessa religione islamica.
Ultimamente, ha detto che “questo papa ritiene che si debbano accogliere tutti” senza porsi seriamente il problema relativo ai mezzi finanziari con cui sia possibile attuare una politica di accoglienza generalizzata se non indiscriminata. Egli sembra non rendersi conto “di collaborare, sia pure involontariamente, ad un suicidio epocale, quello dell’Europa cristiana”. Continua a leggere
Cassazione e democrazia
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A Cosenza ci sono avvocati che ritengono “non consentite” espressioni come “abuso dell’esercizio del potere”, “insabbiamento”, “imbavagliamento della verità”, se riferite ad una sentenza della Cassazione che, come tale, abbia carattere di definitività e non impugnabilità. Naturalmente, questi avvocati fanno riferimento a una sentenza che li ha visti vincenti sul piano giudiziario e tendono a tutelare il più possibile il loro assistito anche sul piano morale, mentre chi usa quelle espressioni è dalla parte dei perdenti sempre da un punto di vista giudiziario ma non è disposto a riconoscere l’imparzialità della Suprema Corte. Continua a leggere
Fuori Renzi?
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di Elisa Barbarini
Su, non scherziamo! Si può anche capire che il gradimento popolare per Renzi sia in leggera flessione e comunque in flessione ben inferiore a quel che dicono i soliti sondaggi improvvisati o puramente umorali. Ma che adesso qualche vecchio collaboratore del premier in carica possa pensare seriamente di candidarsi alla sua successione, come riferiscono alcuni giornali, è da considerare un’idea davvero bislacca, visto che i nomi che si fanno sono quelli di Franceschini, Delrio, Orlando e Calenda (pensate il montiano Calenda!), che con tutto il rispetto farebbero precipitare il PD a meno del 20% di consenso popolare. Solo con un atto di autolesionismo collettivo la maggioranza dei parlamentari “democratici” potrebbe favorire un evento del genere, pur di “punire” il politico toscano per i suoi presunti errori. Continua a leggere
Brexit: bentornata vecchia talpa!
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Quel che poteva succedere, dopo anni di contraddizioni, di conflitti più o meno irrisolti, di istanze nazionali spesso contrastanti o addirittura antitetiche, ieri è successo. Io dico: finalmente è successo, e lo dico, come ho sempre fatto per anni, non da esagitato populista o da sfegatato nazionalista, ma da semplice e disinteressato osservatore che affida il suo giudizio non tanto a raffinati e complessi studi specialistici quanto ad un lavoro della mente umilmente ma saldamente ancorato, ben al di là di tanti sofisticati filtri teorico-accademici e massmediatici, a dati oggettivi, persistenti, strutturali e inequivocabili della realtà economica quale quella che è venuta determinandosi in modo sempre più chiaro nel quadro della pessima costruzione europea di inizio millennio e del per più aspetti disastroso processo di globalizzazione che sembra ad oggi aver prodotto effetti apparentemente positivi per le grandi multinazionali del mondo, per potenti società finanziarie internazionali e transnazionali, per i capitali privati e in generale per i già cospicui guadagni dei ceti più ricchi, ma effetti del tutto deteriori per il mondo e le forze del lavoro, per milioni di giovani disoccupati, per piccole e medie imprese, per ceti medi e bassi, per i senza reddito. Continua a leggere