C’è chi gioca nella nostra squadra, ma vuole vincere a suon di autogol. Il cardinal Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, in occasione della santa Messa per gli operatori dell’informazione, ha dichiarato: «Noi siamo per la difesa e la dignità di tutti, di qualunque uomo o donna, bisogna difendere sempre i diritti della persona. Mai omologare». Poi si è riferito al Ddl Zan, proposta di legge che «andrebbe più corretta che affossata. Io penso che la legge potrebbe essere fatta meglio perché la legge dovrebbe essere chiara in tutti i suoi aspetti senza sottintesi. Chiedo solo chiarezza».
Non vogliamo qui analizzare i motivi per cui questo disegno di legge non difetta di chiarezza, né vogliamo mettere sotto la lente di ingrandimento le ragioni erronee secondo le quali il Ddl Zan dovrebbe essere solo migliorato e non cancellato in radice. Invece desideriamo appuntare qualche riflessione sulle possibili motivazioni che hanno portato il Presidente della Cei ad accettare una legge che non vuole tutelare le persone omosessuale e transessuali, bensì l’omosessualità e la transessualità, proprio quando il laicato cattolico solo sabato scorso è sceso in piazza Duomo per dire un netto «No» al Ddl Zan. Continua a leggere
Obbedire per i cattolici significa obbedire a Dio prima che agli uomini anche se gli uomini siano presbiteri, vescovi o papi. Si deve obbedienza cieca solo alla Parola di Dio, correttamente intesa e interpretata: quante volte Gesù dice ai discepoli, un po’ preoccupato: state attenti a come ascoltate! E, naturalmente, si deve obbedienza ai suoi ministri solo se o quando la loro parola sia un fedele riflesso della parola
divina. Più in generale, si deve obbedienza a chiunque, anche al di fuori del sacerdozio e della vita consacrata, esprima giudizi, moniti, esortazioni assolutamente veritieri e conformi alla divina volontà. Non mi pare che dai racconti evangelici sia possibile ricavare, evincere o dedurre indicazioni o posizioni interpretative diverse da quella appena enunciata. Si deve, certo, obbedienza all’autorità, a quella civile come a quella religiosa, nei limiti in cui, nell’uno come nell’altro caso, non si tratti di obbedire a leggi o provvedimenti manifestamente contrari alle leggi di Dio, per cui obbedienza e disciplina non possono mai essere intese evangelicamente in senso assoluto se non unicamente in relazione ai contenuti originari e costitutivi degli insegnamenti divini.
Mario Draghi, nella replica di ieri, ha confermato che le sue idee non sono affatto coerenti con la realtà che viviamo.
Cosa ci si poteva aspettare dal primo discorso di Draghi in parlamento se non quello che si poteva già prima preventivare? Si dovranno fare le riforme ancora una volta strutturali tanto attese dall’Unione Europea, e quindi riforma del fisco e delle pensioni, della sanità e delle telecomunicazioni, della giustizia e della pubblica amministrazione, oltre che naturalmente della scuola, e poi bisognerà adottare piani strategici per il futuro, a cominciare da un piano di grandi investimenti pubblici volto a ricreare lavoro e occupazione, produttività e sviluppo, nonché riacquistata capacità di interagire e competere sui mercati internazionali con le grandi realtà economico-finanziarie del mondo. In particolare, si tratterà di varare tutta una serie di opportunità imprenditoriali capaci di attrarre ingenti investimenti privati nazionali ed internazionali, al fine di generare reddito, creare lavoro, e di arrestare o rallentare il declino demografico e lo spopolamento delle zone più interne ed estranee ai grandi processi di industrializzazione e di modernizzazione tecnologica, occupazionale e salariale: il tutto, naturalmente, in un ambiente da risanare profondamente sotto il profilo legale e securitario, se possibile avvalendosi anche del credito d’imposta e di altri strumenti o interventi da concordare pur sempre in sede europea.
Il 2021 si sta confermando come la naturale evoluzione del 2020: catastrofico ed impietoso.
crollano. Temiamo per i nostri cari, al limite temiamo per il vicino di casa. 
Alla mezzanotte del 31 gennaio 2020 la Gran Bretagna ha dato ufficialmente addio all’Unione europea. Dopo un periodo di transizione durato quattro anni – dal referendum popolare britannico consultivo del 2016, con cui la popolazione britannica ha democraticamente detto il suo “no” alla UE – dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito è totalmente indipendente da Bruxelles. «Abbiamo ripreso il controllo delle nostre leggi e del nostro destino, questo è un momento straordinario per il nostro Paese, abbiamo la libertà nelle nostre mani e sta a noi sfruttarla al meglio» ha affermato il premier Boris Johnson.
Mercoledì 9 dicembre il Parlamento italiano è stato chiamato ad esprimersi sulla approvazione definitiva del Trattato UE del MES, il cosidetto meccanismo economico salva-Stati.
Vescovo di Cartagine, intorno al 250 d. C. Tascio Cecilio Cipriano si trovò a fronteggiare una terribile epidemia di peste che avrebbe mietuto un notevole numero di vittime, ad aiutare e ad assistere spiritualmente e materialmente tutti i suoi fratelli e sorelle di fede ma anche i non cristiani e persino i persecutori dei credenti in Cristo. Quel terribile morbo pestilenziale avrebbe subito assunto agli occhi di Cipriano il significato di una prova da Dio consentita per saggiare l’integrità e la coerenza della fede dei suoi presunti seguaci cartaginesi e africani, e di una prova che in realtà avrebbe fatto emergere la pochezza di spirito, la pavidità, la viltà e la codardìa di molti di essi, per cui egli si sarebbe prodigato non solo al fine di onorare al meglio il suo compito ministeriale e di essere un degno, fedele e militante testimone di Cristo, ma anche al fine di risollevare dalla paura e dallo sconforto le anime di quanti cominciavano a disperare di non poter più sopravvivere e di dover chiudere gli occhi per sempre. Ma, egli scriveva nella sua lettera pastorale De mortalitate (Sulla morte), il Signore non aveva forse preannunciato per tempo il verificarsi di guerre, catastrofi, malattie e pestilenze? Perché dunque tanto spavento e tanta preoccupazione? Chi poteva spaventarsi realmente se non chi fosse completamente «privo di speranza e di fede»? Infatti, benché sia umano temere la morte, non si può dire veramente cristiano chi non sia disposto ad andare verso Cristo e a regnare con lui anche attraverso la morte. Non è solo vincendo questa morte terrena che si può giungere all’immortalità?